Sei mesi di blogging non sono molti, ma non sapendo bene a cosa andavo incontro quando ho premuto il tasto “pubblica”, mi sento comunque nel mood giusto per fare una prima analisi e di condividerla con voi, magari poi potete dirmi che ne pensate 🙂
Qui ci sono sei cose che ho imparato in questi primi sei mesi di blog, date un’occhiata.
Indice dei contenuti
Toggle1) Tempo
La prima cosa con cui mi sono scontrata dopo aver pubblicato il blog è il tempo. Lancio una provocazione dicendo che non ho più tempo libero, ma in un certo senso è vero: lavoro a tempo pieno, ho una famiglia (piccola), vado in palestra, cerco di tenermi aggiornata per lavoro e per me stessa, studio per migliorare il blog e… no, fino a sei mesi fa non è che mi “avanzasse tempo”.
Non mi definisco una blogger di viaggio – questa figura mitologica a metà strada tra il fancazzismo e il “viaggiare a scrocco”, come spesso leggo online – eppure, come raccontavo poco tempo fa, il fatto di avere un blog praticamente sconosciuto implica comunque un sacco di lavoro.
Lavoro che non è (solo) scrivere, ma soprattutto… promuovere e passare infinite ore sui social (che, confesso, continuano a non piacermi granché). Il tempo che impiego per cercare di promuovere il blog è il doppio rispetto a quello che passo a fare “la parte bella”, ovvero scrivere.
Quindi, prima riga del bilancio: non ho fatto un grande affare pubblicando un blog.
Ma ugualmente lo coltivo tutti i giorni come un piccolo giardino. Fa parte della mia vita ormai e non potrei farne a meno.
Un approfondimento su come diventare blogger di viaggi: 7 domande e risposte sincere su cosa significa e cosa serve per creare un blog.
2) Incoraggiamento
Questa è la cosa che mi ha più sorpresa da quando ho pubblicato il blog. L’incoraggiamento quasi sempre arriva:
- Quando non te lo aspetti e/o hai le pile scariche
- Da chi non conosci o da chi meno te lo aspetti. Questo è stato un boccone amaro, molto amaro, ma è vero: gli incoraggiamenti arrivano più spesso da persone al di fuori della propria cerchia di riferimento.
Non la prendano sul personale amici e parenti: non mi riferisco a voi singolarmente, ma in linea generale la verità è proprio questa e credo che molti altri blogger potrebbero condividere con me questo pensiero. Me ne sono fatta una ragione e non è un problema, però sarebbe una bugia dire che non ci si fa caso.
Ciononostante ci sono dei lati positivi:
- Si impara (una volta in più) a non dare niente per scontato − anche se a quasi 40 anni il concetto era ormai piuttosto chiaro
- Si impara ad apprezzare molto di più ogni parola positiva
- Si apprezza il lavoro che fanno gli altri (blogger e non) per coltivare i propri progetti personali.
In fin dei conti, credo di averci comunque guadagnato qualcosa di molto buono.
3) Viaggi e viaggiatori
Frequentando molti più blog rispetto ad un tempo, mi sono fatta un’idea di quante differenze ci sono tra le persone che viaggiano.
Viaggi e viaggiatori sono tutti diversi, l’importante secondo me è riuscire a trovare il proprio modo di viaggiare e magari anche la compagnia adatta con cui farlo. Non conta tanto il numero di chilometri percorsi e le ore di fuso orario attraversate, quanto il fatto di condividere sogni, aspettative e desideri simili.
Secondo me ognuno dovrebbe trovare la propria dimensione, senza forzarsi a fare dei viaggi per i quali cui non ci si sente “pronti” solo per dire di averli fatti. Tornare a casa scontenti da un viaggio perché “è meglio la propria casa / cucina / cultura / modo di vivere” è un modo costoso per buttar via tempo e soldi.
Sulla diatriba viaggiatori e turisti non mi ci metto nemmeno, è un argomento molto spinoso che vedo spesso provocare accese discussioni nei gruppi Facebook. Inutile accanirsi con etichette e distinzioni: ognuno è se stesso ed è libero di scegliere come viaggiare e perché. Mi pare più che sufficiente.
4) Gli effetti di un viaggio
Di questa riflessione – e di alcune altre che ho fatto in questi mesi – devo ringraziare molto i podcast realizzati dai blog Turisti per Sbaglio e Non solo Turisti, nei quali ho potuto ascoltare interviste in cui vari blogger raccontavano le loro esperienze di viaggio e di blogging.
In una puntata si parlava del fatto che l’importanza di un viaggio spesso si capisce dopo averlo fatto. Ascoltando il podcast mi sono resa conto di quanto sia vero: quando ci si trova in un posto nuovo non si riescono a percepire fino in fondo i cambiamenti e degli effetti che questo ha su di noi. Me ne sono accorta dopo il nostro viaggio in Vietnam, scrivendo molti appunti nei giorni successivi al rientro a casa e poi, alcuni mesi dopo, gli articoli per il blog. Ero cambiata.
Ho visto inoltre che appunti e blog mi aiutano a mettere a fuoco le esperienze e a “sedimentare” i cambiamenti. Prima, quando si atterrava in Italia il viaggio era chiuso, finito per sempre. Adesso grazie ai taccuini di viaggio e al blog sia io che Luca ora siamo più coscienti delle esperienze che ci portiamo a casa.
5) Autopromozione
Poco tempo fa ho letto un articolo online che diceva: “non c’è nulla di cui vergognarsi nel promuovere qualcosa di proprio in cui si crede profondamente”.
Questo è diventato il mio mantra per ogni post sui social network, ogni volta in cui scrivo qualcosa e un po’ mi vergogno, perché sto cercando di “mettermi in mostra”. Mi costa una fatica che non avete idea. La speranza è che fra le righe si intraveda l’autenticità di quello che scrivo. Il che mi porta al punto successivo.
6) Scrivi se hai qualcosa da dire
Desidero che questo sia un blog “fuffa free”. Non mi interessa scrivere paragrafi di parole vuote solo per postare qualcosa a tutti i costi e far contento Google. Quando apro un documento vuoto e comincio scrivere è perché vorrei raccontare qualcosa delle mie esperienze o scrivere qualcosa di utile per altri viaggiatori oltre a fare qualcosa che mi piace.
Quindi anche se ogni tanto il calendario editoriale ha qualche buco, preferisco prendermi un momento di pausa piuttosto che intasare il web di aria fritta. So che questo potrebbe significare accontentarsi di numeri più piccoli, ma credo che il tempo di chi legge sia prezioso quanto il mio, quindi non voglio stordire le persone con parole di plastica.
Bonus track: “Ah, hai un blog, quindi viaggi tanto?”
Ultimamente è capitato spesso che mi facessero questa domanda…
La prima risposta è ovviamente “Mai abbastanza”, ma lasciatemi aggiungere qualcosa.
Viaggio… quando posso, quando ho ferie, quando ho budget, quando non ci sono altre priorità.
In termini numerici (= giorni passati in viaggio) non credo di poter dire che “viaggio tanto”, perché con un lavoro full time da dipendente si sa quanti sono i vincoli in termini di tempo e possibilità di scegliere.
E allora perché io scrivo su un blog, mentre altri che viaggiano molto più di me non lo fanno?
Perché mi piace raccontare. Perché penso che condividere la diversità che si incontra in viaggio sia un modo per ampliare le vedute. Perché adoro scrivere di viaggi (e scrivere in generale). Per riuscire a partire anche solo pochi giorni all’anno e andare in paesi lontani e diversi dal nostro come il Vietnam o lo Sri Lanka, io e Luca facciamo delle scelte, come tutti. Per noi viaggiare è una priorità rispetto a molte altre cose per cui potremmo spendere la stessa quantità di denaro: arredamento, abbigliamento, cene, e molto altro che non sto qui ad elencare, in fondo poco importa.
È questo che fa di noi dei viaggiatori veri? Addirittura blogger di viaggio? È il numero delle bandierine che attacchiamo sul planisfero?
Non so, decidete voi.
Concludendo
In conclusione, questa faccenda del blog è faticosa, sappiatelo.
Non voglio elevarmi a eroina né a martire, ma anche per una manciata di visite al giorno il lavoro è tanto, il tempo speso di più e i risultati fanno fatica ad arrivare. Ci vuole tempo e costanza (dicono).
Chi me lo fa fare? Nessuno.
Mi permetto il lusso di fare una cosa senza sapere dove mi porterà.
Ma ora basta, non voglio dilungarmi oltre. Ci rivediamo fra altri sei mesi e ne riparliamo.
Se volete scrivermi un commento o uno spunto di riflessione, come sempre la porta è aperta, sono felice di leggere i vostri pensieri 🙂
Magari fra voi c’è qualche blogger che ha voglia di raccontarmi il suo punto di vista?






15 Commenti degli utenti
Ciao Sabina,
grazie per il tuo commento, apprezzo molto che tu mi abbia scritto proprio alla fine di questo articolato, ci sono molto legata.
Riceverlo mi ha spinta a rileggerlo a distanza di tanto tempo, e devo dire che nonostante siano passati tre anni e mezzo da quando ho scritto queste righe in buona parte mi ci ritrovo ancora molto. A differenza di allora, oggi però sono molto più convinta che coltivare una passione sia un atto vitale (o almeno per me lo è).
Nonostante la fatica, credo che il blog mi aiuti tutti i giorni a darmi uno scopo e degli obiettivi, anche se talvolta sono infinitamente poco chiari.
Spero che anche per te possa essere fonte di soddisfazioni e di qualche obiettivo raggiunto (se non lo è già).
Un abbraccio!
Grazie mille per le tue parole, tutto vero. Io ho aperto il mio blog per condividere la mia passione, la cucina. È una finestra aperta verso gli altri dove anche mia figlia un giorno se vorrà si ritroverà.
Un abbraccio.
Ciao Luigi, sì è vero, il blog richiede tanto lavoro di cui spesso le persone nemmeno si accorgono ma… fa parte del gioco. A distanza di tempo da quando ho scritto questo post la penso ancora così e paradossalmente man mano che passa il tempo ti rendi conto di quanto lavoro c’è ancora da fare. Però in fin dei conti è bello avere un progetto personale a cui dedicarsi.
Quindi non demordere! In bocca al lupo per la tua avventura da blogger.
Ho aperto un blog da poco più di un mese e sono già d’accordissimo con te (non ho aspettato manco i 6 :)))
Tanta fatica, tanto lavoro. E la cosa più assurda è che sembrano accorgersene solo le persone che tu credevi distanti da te.
Ma, come si dice, tutto fa esperienza!
Grazie Valentina, spero davvero che con il tempo il tempo investito dia dei buoni frutti.
Un abbraccio
Penso proprio di sì Francesca. Per quel poco che ho avuto modo di vedere in questi sei mesi o poco più, i blogger che viaggiano sponsorizzati e vivono di blogging mi sembrano davvero pochi. Tutti gli altri fanno i giocolieri fra il lavoro e questa passione “time consuming”. Però così bella che in fin dei conti ne vale la pena a prescindere.
Posso assicurarti che la questione tempo peggiora solo con l’avanzare dei mesi ed anni. Un’avventura a volte iniziata per gioco e con la sola voglia di scrivere, si tramuta in una lotta costante per promuovere blog e farsi conoscere. I viaggi diventano esperienze da raccontare ma a volte va bene prendersi anche dello spazio per noi, staccare la spina e ricominciare.
Ho apprezzato moltissimo il non entrare in merito a turista e viaggiatore e concludere che ognuno ha il proprio modo di viaggiare.
Un abbraccio e non smettere quest’avventura che sono sicura ti porterà soddisfazioni.
Condividi tutto quello che hai scritto. Per tutte noi “non professioniste”, ritagliarsi un piccolo spazio per scrivere, editare, informarsi e curare il blog è un hobby, ma richiede tanto tempo. E comunque solo 10 sulle migliaia di travel blogger al mondo viaggiano “gratis”, giusto? 😉
Ciao Claudia,
beh sì avere un blog cambia molto il modo di viaggiare. Noi avremo una “prova generale” importante fra un mese, quando partiremo per le ferie, ma a parte fare foto e prendere (molti) appunti abbiamo deciso che ci dedicheremo principalmente al viaggio. Alla fine sarà l’esperienza che rimane sotto pelle la parte più importante.
Eh ti capisco Roberta, alla fine è sempre una lotta fra compromessi. Una ricerca di equilibrio che, spero, prenderà nel mio caso una forma migliore con l’esperienza.
Grazie per le tue riflessioni, ritrovarne alcune in chi ha più esperienza di me è confortante 🙂
Crepi il lupo e grazie Lucy! A quanto pare con questo articolo ho toccato delle corde che molti blogger condividono, non l’avrei mai immaginato!
Confermo, avere un blog è veramente faticoso. Oltre al tuo “vero” lavoro tutta una serie di cose da fare e da gestire. Inoltre se il tuo blog parla di viaggi, quando vai in vacanza….beh non è più una vacanza! Devi fare foto, produrre contenuti, fare post, insomma, un secondo lavoro!
Concordo pienamente con te! Mantenere un blog costa davvero tantissimo tempo e fatica e più si ingrandisce più il lavoro aumenta. Io ormai ho aperto il mio sito da più di 3 anni e l’impegno che richiede sta diventando molto grande e faccio fatica a starci dietro. E’ una grande soddisfazione, però, vedere che le tue parole possono essere d’aiuto o ispirare altre persone e questo mi fa andare avanti.
Trovo che le tue siano riflessioni importanti, e ti dirò… non si smette mai di farne, nemmeno dopo anni e anni di blog. Mi ha colpito la parte relativa al calendario editoriale, all’eterna lotta tra l’accontentare Google e se stessi. Anche io preferisco parlare di ciò che davvero mi interessa e, soprattutto, nel mio modo. Questo è un periodo, comunque, in cui sto cercando il giusto compromesso tra le due cose, un po’ come fanno certe coppie di lunga data, molto litigiose da giovani ma con il bisogno di andare incontro all’altro. Un saluto 🙂
Mi è piaciuto molto questo articolo, scrivi proprio bene! Non che io abbia chissà quanta esperienza più di te (un anno e mezzo di blogging), ma mi rivedo in quasi tutto. Soprattutto la questione del supporto da parte dei conoscenti rispetto a quello proveniente da sconosciuti… Chi non ha un blog non può capire fino in fondo! Quoto anche la questione del promuoversi, “vendersi” al mondo… Anche per me è un incubo, ma almeno un po’ bisogna farlo, altrimenti come faranno gli altri a trovarci? Continua così e in bocca al lupo! 🙂