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6 cose che ho imparato dopo 6 mesi di blogging

Sei mesi di blogging non sono molti, ma non sapendo bene a cosa andavo incontro quando ho premuto il tasto “pubblica”, mi sento comunque nel mood giusto per fare una prima analisi e di condividerla con voi, magari poi potete dirmi che ne pensate 🙂

Qui ci sono sei cose che ho imparato in questi primi sei mesi di blog, date un’occhiata.

1) Tempo

La prima cosa con cui mi sono scontrata dopo aver pubblicato il blog è il tempo. Lancio una provocazione dicendo che non ho più tempo libero, ma in un certo senso è vero: lavoro a tempo pieno, ho una famiglia (piccola), vado in palestra, cerco di tenermi aggiornata per lavoro e per me stessa, studio per migliorare il blog e… no, fino a sei mesi fa non è che mi “avanzasse tempo”.

Non mi definisco una blogger di viaggio – questa figura mitologica a metà strada tra il fancazzismo e il “viaggiare a scrocco”, come spesso leggo online – eppure, come raccontavo poco tempo fa, il fatto di avere un blog praticamente sconosciuto implica comunque un sacco di lavoro.

Lavoro che non è (solo) scrivere, ma soprattutto… promuovere e passare infinite ore sui social (che, confesso, continuano a non piacermi granché). Il tempo che impiego per cercare di promuovere il blog è il doppio rispetto a quello che passo a fare “la parte bella”, ovvero scrivere. La maggior parte del tempo libero lo passo a fare post, pinnare, scegliere hashtag, etc. 

Durante il fine settimana, se ho qualche ora di tempo libero in più (finalmente) scrivo.

Quindi, prima riga del bilancio: non ho fatto un grande affare pubblicando un blog.

Ma ugualmente lo coltivo tutti i giorni come un piccolo giardino. Fa parte della mia vita ormai e non potrei farne a meno.

2) Incoraggiamento

Questa è la cosa che mi ha più sorpresa da quando ho pubblicato il blog. L’incoraggiamento quasi sempre arriva:

  • Quando non te lo aspetti e/o hai le pile scariche
  • Da chi non conosci o da chi meno te lo aspetti. Questo è stato un boccone amaro, molto amaro, ma è vero: gli incoraggiamenti arrivano più spesso da persone al di fuori della propria cerchia di riferimento.

Non la prendano sul personale amici e parenti: non mi riferisco a voi singolarmente, ma in linea generale la verità è proprio questa e credo che molti altri blogger potrebbero condividere con me questo pensiero.

Me ne sono fatta una ragione e non è un problema, però sarebbe una bugia dire che non ci si fa caso.

Ciononostante ci sono dei lati positivi:

  • Si impara (una volta in più) a non dare niente per scontato − anche se a quasi 40 anni il concetto era ormai piuttosto chiaro
  • Si impara ad apprezzare molto di più ogni parola positiva
  • Si apprezza il lavoro che fanno gli altri (blogger e non) per coltivare il loro piccolo giardinetto web.

In fin dei conti, credo di averci comunque guadagnato qualcosa di molto buono.

3) Viaggi e viaggiatori

Frequentando molti più blog rispetto ad un tempo, mi sono fatta un’idea di quante differenze ci sono tra le persone che viaggiano.

Viaggi e viaggiatori sono tutti diversi, l’importante secondo me è riuscire a trovare il proprio modo di viaggiare e magari anche la compagnia adatta con cui farlo.

Non conta tanto il numero di chilometri che si percorrono e le ore di fuso orario che si attraversano, quanto il fatto di condividere sogni, aspettative e desideri simili.

Secondo me ognuno dovrebbe trovare la propria dimensione più consona, senza forzarsi a fare dei viaggi in cui non ci si sente “pronti” solo per dire di averli fatti.
Tornare a casa scontenti da un viaggio perché “è meglio la propria casa / cucina / cultura / modo di vivere” è un modo costoso per buttar via tempo e soldi.

Sulla diatriba viaggiatori e turisti non mi ci metto nemmeno, è un argomento molto spinoso che vedo spesso provocare accese discussioni nei gruppi Facebook.
A mio parere è inutile accanirsi con etichette e distinzioni: ognuno è se stesso ed è libero di scegliere come viaggiare e perché, mi pare più che sufficiente.

4) Gli effetti di un viaggio

Di questa riflessione – e di alcune altre che ho fatto in questi mesi – devo ringraziare molto i podcast realizzati dai blog Turisti per Sbaglio e Non solo Turisti, nei quali ho potuto ascoltare interviste in cui vari blogger raccontavano le loro esperienze di viaggio e di blogging.

In una puntata si parlava del fatto che l’importanza di un viaggio spesso si capisce dopo averlo fatto.

Ascoltando il podcast mi sono resa conto di quanto sia vero: quando ci si trova in un posto nuovo non si riescono a percepire fino in fondo i cambiamenti e degli effetti che questo ha su di noi.

Me ne sono accorta dopo il nostro viaggio in Vietnam, scrivendo molti appunti nei giorni successivi al rientro a casa e poi, alcuni mesi dopo, gli articoli per il blog. Ero cambiata.

Ho visto inoltre che appunti e blog mi aiutano a mettere a fuoco le esperienze e a “sedimentare” i cambiamenti. Prima, quando si atterrava in Italia il viaggio era chiuso, finito per sempre.

Adesso, come vi raccontavo dopo i giorni trascorsi in Trentino, grazie ai taccuini di viaggio e al blog, sia io che Luca ora siamo più coscienti delle esperienze che ci portiamo a casa.

5) Autopromozione

Poco tempo fa ho letto un articolo online che diceva: “non c’è nulla di cui vergognarsi nel promuovere qualcosa di proprio in cui si crede profondamente”.

Questo è diventato il mio mantra per ogni post sui social network, ogni volta in cui scrivo qualcosa e un po’ mi vergogno, perché sto cercando di “mettermi in mostra”. Mi costa una fatica che non avete idea. 

La speranza è che fra le righe si intraveda l’autenticità di quello che scrivo. Il che mi porta al punto successivo.

6) Scrivi se hai qualcosa da dire

Desidero che questo sia un blog “fuffa free”. Non mi interessa scrivere paragrafi di parole vuote solo per postare qualcosa a tutti i costi e far contento Google. Quando apro un documento vuoto e comincio a infilare parole una dietro l’altra è perché c’è qualcosa che spinge per uscire.

Quindi anche se ogni tanto il calendario editoriale ha qualche buco, preferisco prendermi un momento di pausa piuttosto che intasare il web di aria fritta.

So che questo probabilmente significherà accontentarsi di numeri più piccoli, ma credo che il tempo di chi legge sia prezioso quanto il mio, quindi non voglio stordire le persone con parole di plastica.

Bonus track: “Ah, hai un blog, quindi viaggi tanto?”

Ultimamente è capitato spesso che mi facessero questa domanda…

La prima risposta è ovviamente “Mai abbastanza”, ma lasciatemi aggiungere qualcosa.

Viaggio… quando posso, quando ho ferie, quando ho budget, quando non ci sono altre priorità.

In termini numerici (= giorni passati in viaggio) non credo di poter dire che “viaggio tanto”, perché con un lavoro full time si sa che ci sono molti vincoli di tempo e di periodo.

E allora perché io scrivo su un blog, mentre altri che viaggiano molto più di me non lo fanno?

Perché mi piace raccontare. Perché penso che condividere la diversità che si incontra in viaggio sia un modo per ampliare le vedute. Perché adoro scrivere di viaggi (e scrivere in generale).

Per riuscire a partire anche solo pochi giorni all’anno e andare in paesi lontani e diversi dal nostro come il Vietnam o lo Sri Lanka, io e Luca facciamo delle scelte, come tutti.

A parità di budget, spesso preferiamo andare via meno giorni, piuttosto che allungare le vacanze ma doverci “accontentare”. Per noi questi tipi di viaggio sono una priorità su altre cose: arredamento, abbigliamento, cene, e molto altro che non sto qui ad elencare, in fondo poco importa.

È questo che fa di noi dei viaggiatori veri? Addirittura blogger di viaggio? È il numero dei giorni che passiamo lontano da casa? Il numero delle bandierine che attacchiamo sul planisfero?

Non so, decidete voi.

Concludendo

In conclusione, questa faccenda del blog è faticosa, sappiatelo.

Non voglio elevarmi a eroina né a martire, ma anche per una manciata di visite al giorno il lavoro è tanto, il tempo speso di più e i risultati fanno fatica ad arrivare. Ci vuole tempo e costanza (dicono).  

Chi me lo fa fare? Nessuno.
Mi permetto il lusso di fare una cosa senza sapere dove mi porterà.

Ma ora basta, non voglio dilungarmi oltre. Ci rivediamo fra altri sei mesi e magari ne riparliamo.

Se volete scrivermi un commento o uno spunto di riflessione, come sempre la porta è aperta, sono felice di leggere i vostri pensieri 🙂

Magari fra voi c’è qualche blogger che ha voglia di raccontarmi il suo punto di vista?

A presto <3

PS: stay tuned, stiamo preparando un bel viaggio per agosto, uno di quelli che secondo me lasceranno un altro segno profondo. Se riesco vi anticipo qualcosa in un prossimo post.

Photo credits: Pxhere

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51 commenti
  1. Posso assicurarti che la questione tempo peggiora solo con l’avanzare dei mesi ed anni. Un’avventura a volte iniziata per gioco e con la sola voglia di scrivere, si tramuta in una lotta costante per promuovere blog e farsi conoscere. I viaggi diventano esperienze da raccontare ma a volte va bene prendersi anche dello spazio per noi, staccare la spina e ricominciare.
    Ho apprezzato moltissimo il non entrare in merito a turista e viaggiatore e concludere che ognuno ha il proprio modo di viaggiare.
    Un abbraccio e non smettere quest’avventura che sono sicura ti porterà soddisfazioni.

    1. Grazie Veronica 🙂
      Spero di riuscire, nonostante tutto, a continuare a viaggiare senza che il blog diventi un’ossessione a tempo pieno, altrimenti si corre il rischio, secondo me, di perdersi per strada “il vivere” durante un viaggio. Del resto, i periodi fra un viaggio e l’altro possono essere anche piuttosto lunghi, per cui si ha tutto il tempo di recuperare!
      In bocca al lupo anche a te. 🙂

  2. Condividi tutto quello che hai scritto. Per tutte noi “non professioniste”, ritagliarsi un piccolo spazio per scrivere, editare, informarsi e curare il blog è un hobby, ma richiede tanto tempo. E comunque solo 10 sulle migliaia di travel blogger al mondo viaggiano “gratis”, giusto? 😉

    1. Penso proprio di sì Francesca. Per quel poco che ho avuto modo di vedere in questi sei mesi o poco più, i blogger che viaggiano sponsorizzati e vivono di blogging mi sembrano davvero pochi. Tutti gli altri fanno i giocolieri fra il lavoro e questa passione “time consuming”. Però così bella che in fin dei conti ne vale la pena a prescindere.

  3. Cara Elisa, condivido tutto quello che dici. Anche il mio piccolo giardinetto è giovane ed è solo un hobby, anche a me piace scrivere per raccontate e non sopporto parlare di “aria fritta”, quindi ben venga il tuo blog fuffa free!
    Inoltre ho sperimentato anche io che il supporto che viene dagli “estranei” è decisamente migliore di quello che arriva dai conoscenti. E nel gruppo delle Travel Blogger ho trovato e sto trovando tanto sostegno. Let’s go on!

    1. Grazie Antonella. Credo che sostenersi reciprocamente sia un modo positivo per avere fiducia e andare avanti seguendo le proprie idee con spirito critico e fiducia. Non può venirne altro che qualcosa di buono!

  4. La nostra esperienza e le nostre riflessioni sono simili alle tue. La fatica e l’impegno sono grandissimi, però si fa perché è così bello quando uno dei propri racconti sfiora l’anima di qualche viaggiatore

  5. Confermo, avere un blog è veramente faticoso. Oltre al tuo “vero” lavoro tutta una serie di cose da fare e da gestire. Inoltre se il tuo blog parla di viaggi, quando vai in vacanza….beh non è più una vacanza! Devi fare foto, produrre contenuti, fare post, insomma, un secondo lavoro!

    1. Ciao Claudia,
      beh sì avere un blog cambia molto il modo di viaggiare. Noi avremo una “prova generale” importante fra un mese, quando partiremo per le ferie, ma a parte fare foto e prendere (molti) appunti abbiamo deciso che ci dedicheremo principalmente al viaggio. Alla fine sarà l’esperienza che rimane sotto pelle la parte più importante.

  6. Concordo pienamente con te! Mantenere un blog costa davvero tantissimo tempo e fatica e più si ingrandisce più il lavoro aumenta. Io ormai ho aperto il mio sito da più di 3 anni e l’impegno che richiede sta diventando molto grande e faccio fatica a starci dietro. E’ una grande soddisfazione, però, vedere che le tue parole possono essere d’aiuto o ispirare altre persone e questo mi fa andare avanti.

    1. Grazie Cassandra, come dicevo già in risposta ad altri commenti, sono davvero sorpresa di aver trovato tanta empatia e condivisione in altri che affrontano quotidianamente le stesse difficoltà e, talvolta, gli stessi dubbi.

  7. Trovo che le tue siano riflessioni importanti, e ti dirò… non si smette mai di farne, nemmeno dopo anni e anni di blog. Mi ha colpito la parte relativa al calendario editoriale, all’eterna lotta tra l’accontentare Google e se stessi. Anche io preferisco parlare di ciò che davvero mi interessa e, soprattutto, nel mio modo. Questo è un periodo, comunque, in cui sto cercando il giusto compromesso tra le due cose, un po’ come fanno certe coppie di lunga data, molto litigiose da giovani ma con il bisogno di andare incontro all’altro. Un saluto 🙂

    1. Eh ti capisco Roberta, alla fine è sempre una lotta fra compromessi. Una ricerca di equilibrio che, spero, prenderà nel mio caso una forma migliore con l’esperienza.
      Grazie per le tue riflessioni, ritrovarne alcune in chi ha più esperienza di me è confortante 🙂

  8. Mi è piaciuto molto questo articolo, scrivi proprio bene! Non che io abbia chissà quanta esperienza più di te (un anno e mezzo di blogging), ma mi rivedo in quasi tutto. Soprattutto la questione del supporto da parte dei conoscenti rispetto a quello proveniente da sconosciuti… Chi non ha un blog non può capire fino in fondo! Quoto anche la questione del promuoversi, “vendersi” al mondo… Anche per me è un incubo, ma almeno un po’ bisogna farlo, altrimenti come faranno gli altri a trovarci? Continua così e in bocca al lupo! 🙂

    1. Crepi il lupo e grazie Lucy! A quanto pare con questo articolo ho toccato delle corde che molti blogger condividono, non l’avrei mai immaginato!

  9. Ho aperto un blog da meno di 6 mesi e mi ritrovo molto in quello che dici!! Per prima cosa nel tempo e io non è che ne avessi e ne abbia molto ma cerco di gestirlo al meglio. Poi sul fatto di scrivere se hai qualcosa da dire: questo mi piace un sacco più del fatto di dover pubblicare per forza ogni settimana. L’immagine del piccolo giardino da curare è perfetta e il giardino per prima cosa è per me. A presto e grazie!!

    1. Grazie Elisabetta 🙂
      A me piacerebbe tanto – davvero tanto – riuscire a pubblicare un articolo a settimana. E ci ho anche provato inizialmente, ma non ci stavo dietro. Ho scelto di rallentare, l’idea mettere online una schifezza noiosa e magari ripetitiva mi faceva rabbrividire pensando al povero lettore che dopo poche righe se ne va, senza mai più fare ritorno.
      Meglio un post in meno e un lettore contento. 🧡

  10. Il tuo post é davvero interessante e condivido molto di quello che hai scritto. In particolare é proprio vero che l’incoraggiamento lo ricevi spesso da estranei più che da amici o da parenti. Io ho aperto il blog un paio di anni fa. Ho capito che, anche se viene diffusa l’idea che sia fattibile x tutti monetizzare col blog, non é così. Sono pochi quelli che vivono di blog e la maggior parte monetizza con attività parallele al blog. Capito questo, ho deciso di continuare a scrivere x il piacere di farlo e di non ammazzarmi x star dietro ai social o x trovare collaborazioni a tutti i costi. Adesso che ragiono in questo modo sono molto più serena.

    1. Grazie Alessandra, il tuo commento è un interessante spunto di riflessione.
      Monetizzare con un blog è un’idea certamente che piace a molti (tutti, credo!), ma penso che se quello è l’unico scopo che spinge una persona a pubblicarne uno… forse non è la ragione giusta. Certo, guadagnare o magari addirittura vivere di scrittura è un sogno per molti, ma prima di arrivarci credo che l’impegno, lo studio e la fatica da fare siano moltissime, quindi se non c’è una vera voglia alla base prima o poi le energie si esauriscono. Per questo anche, come te, pian piano sto pensando che probabilmente il modo migliore per far crescere il proprio blog sia dedicargli cure “amorevoli”, per così dire, e lasciare che eventualmente il resto venga da sé.

  11. Ammiro la tua sincerità e la lucidità con cui ti sei messa a tavolino a scrivere queste considerazioni ma ancora di più ammiro la passione che ti fa continuare a scrivere di viaggi! Continua!

    1. Ti confesso una cosa Sandra, questo post è stato lì lì per finire nel cestino più volte, perché temevo che ci fosse troppa sincerità in quel che ho scritto. Poi mi sono chiesta: “Ma la penso davvero così?”
      E siccome la risposta è che sì, la penso così fino in fondo, non avevo nulla di cui rammaricarmi pubblicandolo.
      Sono rimasta invece sorpresa dell’interesse che ha suscitato questo articolo, non me lo sarei mai aspettato giuro.
      Grazie a te e a tutti voi che avete speso del tempo per leggerlo e lasciare un commento!

  12. Io i blog li gestisco per lavoro e lasciati dire che c’è più coscienza in te che sei qui da 6 mesi che in aziende blasonate: in particolare alla voce “tempo” e “autopromozione”. Continua così!

    1. Grazie Anna, lo prendo come un grande complimento. Devo ancora lavorare sul concetto di “autoproduzione”… ma pian piano spero di riuscire a migliorare 😉
      Grazie per l’incoraggiamento!

  13. È proprio cosi, io bloggo da un anno e mezzo🤔quasi due e tutto il mio poco tempo libero lo dedico a lui ed alla sua crescita. Riconoscimenti da amici e parenti pochi, non so se per una sorta di invidia o per un senso di preoccupazione “ma cosa s’è messa a fare?”. Comunque le soddisfazioni a lungo termine arrivano. Continua cosi!

    1. Grazie Barbara, spero che con il tempo arrivi qualche bella soddisfazione 🙂
      In bocca al lupo anche per il tuo blog ovviamente!

  14. Elisa, bellissimo articolo, profonde riflessioni, sottoscrivo tutto, ti lovvo (come va di moda dire, non mi appartiene ma sono contenta quando trovo cosi’ tanta affinità di sensazioni e di intenti!!!!). Mi piace molto l’idea “Ma ugualmente lo coltivo tutti i giorni come un piccolo giardino. Fa parte della mia vita ormai e non potrei farne a meno.”. Per me è diventato importante, e anche terapeutico. Io poi non scrivo solo di viaggi, parlo anche dei miei viaggi di testa e devo dire che mi piace proprio raccogliere le idee, vederle fluire (che scrivendole acquisiscono maggiormente una forma e creano connessioni) e condividerle. Se anche a una sola persona avro’ dato uno spunto, beh, avro’ fatto la mia parte nel mondo come ringraziamento per quello che ho ricevuto. Mi piace anche “La speranza è che fra le righe si intraveda l’autenticità di quello che scrivo. Il che mi porta al punto successivo.”…Bene a questo punto lo condivido anche il tuo articolo, sulla mia pagina, affinchè qualcuno possa comprendere perchè si scrive. Un abbraccio

    1. Ciao Patty, grazie mille 🙂 il fatto di riuscire a suscitare un sentimento di empatia in chi legge le mie parole è un sentimento (e una soddisfazione) davvero nuovo per me, mi sorprende e mi gratifica molto. Ti lovvo anche io ☺️ (come mi sento giovane ad usare questo termine!).
      Un abbraccio anche a te!

  15. Le considerazioni che hai fatto sono tutte condivisibili, è vero ti arrivano più complimenti e incoraggiamenti da persone che non conosci che da altri da cui invece te li aspettavi, il tempo che dedichi è tanto forse troppo ma se lo fai con piacere non è mai tempo perso,i soprattutto se riesci con il tuo blog a suscitare un’emozione, a far rinascere un ricordo, ad emozionare qualcuno.

    1. Il fatto che siano più le persone sconosciute ad incoraggiati in ciò che fai… era una cosa a cui non ero “preparata”, lo confesso. Sono rimasta piacevolmente sorpresa di questo fatto e a mia volta trovo che sia un piacere disinteressato e altruistico apprezzare il lavoro degli altri in modo sincero. 🙂

  16. Ciao, ho un family blog da quai tre anni e condivido tutto quello che scrivi (rapportato l mio settore) E la domanda implicita che rimane sempre nell’aria è: “Ma allora perché lo fai?”

    1. Sì in effetti Priscilla è una domanda che negli occhi dell’interlocutore rimane sospesa e inespressa ogni tanto! Mi fa sempre sorridere questa cosa 🙂

  17. “Tornare a casa scontenti da un viaggio perché “è meglio la propria casa / cucina / cultura / modo di vivere” è un modo costoso per buttar via tempo e soldi”: che grande verità in questa frase!

    1. Non so se sia una verità vera e propria… ma troppe volte mi capita di sentire persone lamentarsi di un viaggio appena concluso.
      Una volta ogni tanto può capitare, certo, ma se ci si rende conto che di solito si sta meglio nella propria zona di comfort, uscirne non è un obbligo, no?

  18. Ciao Elisa, mi è piaciuto molto il tuo articolo 🙂 Sono al secondo mese di blogging e devo ammettere che a volte è dura, non solo perchè mi occupa tantissimo tempo ma anche perchè a volte penso “dove mi porterá questo progetto?”. In ogni caso credo che quando si è appassionati per qualcosa (nel mio caso amo i viaggi e la scrittura) le visite giornaliere passano in secondo piano, e la voglia di scrivere è ció che conta di piú. In questi due mesi ho imparato che aprire il blog è come aprire un piccolo negozietto: all’inizio bisogna avere pazienza e tanta determinazione, e soprattutto bisogna riuscire a farsi pubblicità (anche x me è dura autopromuovermi), poi la clientela verrà da sé 🙂 In bocca al lupo con il tuo bel blog! 🙂

    1. Crepi il lupo! E un doveroso in bocca al lupo anche a te 🙂
      Una delle cose belle del blog secondo me è proprio il fatto che… non si sa dove porterà. Permettiamoci il lusso di non avere obiettivi da raggiungere a tutti i costi, almeno in questa passione.

  19. Ciao Elisa! Che bello questo post, io ho aperto un blog da pochissimo e mi ritrovo molto in quello che hai scritto. Soprattutto sul tempo da investire (e anche io non che abbia tempo che avanzi ma cerco di gestirlo al meglio) e sul fatto di scrivere quando hai qualcosa da dire. Per me e’ come dici tu: ciò che scrivo devo proprio buttarlo fuori! Con tutta la fatica che comunque mi costa! Grazie per questo post davvero!
    Ciao Elisabetta

    1. Ciao Elisabetta, grazie 🙂 penso che il fattore tempo sia una delle cose con cui la maggior parte delle persone che hanno un blog si trovano a “combattere”… non basta mai e le ore al computer volano!
      In bocca al lupo per il tuo blog 🙂

  20. Ciao Elisa! Sono capitata per caso su questo articolo e sai cosa ti dico? Potrei benissimo averlo scritto io! La penso esattamente come te, su ogni punto! Ora vado a farmi un giro sul sito!
    Ah, piacere di conoscerti!

    1. Ciao Cinzia, grazie per l’empatia.
      Con questo articolo ne ho incontrata molta più di quanto non avrei mai potuto immaginare. Ne sono molto grata <3

  21. Il mio blog ha quasi sette anni e da alcune cose che hai citato ci sono passata pure io. Credo sia inevitabile. Permettimi però di dirti che “blogger di viaggio” ci definisce in quanto scrittori appassionati di viaggi su uno spazio online. Non è necessario lavorarci per sentirsi tali, secondo me. Anche perché, qual è il confine tra esserlo e non esserlo? Ne esiste uno economico? Se si guadagna più di un tot si acquista il titolo? 🙂
    Te lo dico perché sento spesso questa cosa e credo che non definirsi blogger sia negativo per l’autostima. Comunque, in bocca al lupo!

    1. Ciao Anna, grazie per il tuo commento. 🙂
      Condivido quello che dici, il fatto è che mi è capitato molto spesso sia “offline” che “online” di incontrare una specie di pregiudizio nel modo in cui ho sentito utilizzare l’espressione “blogger di viaggio”…
      Io personalmente non ho nulla contro questa definizione, anzi. Credo solo che, come tutte le etichette, abbia i suoi lati positivi e anche quelli un po’ più legato ai luoghi comuni.
      Crepi il lupo in ogni caso!

  22. Interessanti considerazioni. Ti dico lamia, che viene dalla mia esperienza di circa una dozzina di annidi blog. Passata in fretta l’idea di monetizzare qualcosa (è difficilissimo e mestiere a tempo pieno), passata anche quella di avere la soddisfazione esibizionistica delle migliaia di contatti (sono sceso dai circa 100 al giorno di qualche anno fa, quando ero più tutto logico, alla cinquantina massimo attuali), faccio quello che mipiace, scrivo perché mi diverte senza preoccuparmi della visibilità che è quella che in effetti ti fa perdere più tempo, tanto mica ci devo guadagnare. E neppure seguo le regole per rendere più attraenti i miei post. Faccio solo quello che mi piace e mi diverte. Dammi retta scrivi per te stessa senza inseguire un consenso che tanto non porta da nessuna parte e che inoltre, se non lo avrai in maniera consistente, ti inciterà a smettere. Divertiti e spendi il tuo tempo in quello che ti diverte e soprattutto viaggia più che puoi.

    1. Grazie mille Enrico. Il tuo commento è molto incoraggiante. Ho scritto questo post più per me stessa che per altri ma alla fine… ho ricevuto più di quanto non pensassi di dare ad altri.
      Quindi grazie per aver speso qualche minuto nel leggere il mio articolo e per aver condiviso le tue riflessioni 🙂 ne farò tesoro.

  23. Mi rivedo tantissimo in questo post, e so di non essere la sola! Mi piace quando dici che alcuni viaggi ti lasciano una impronta profonda di cui ti accorgi solo a distanza di tempo. Sembra che abbiamo un’attitudine molto simile verso il viaggio e verso la scrittura in rete, che io ancora considero un servizio per chi legge e non un modo per fare soldi. E poi lasciatelo dire, hai un blog curatissimo e molto bello che sembri davvero una blogger già navigata! Buon lavoro!

    P.S. aggiungi un logo 🙂

    1. Grazie mille Ero Lucy, sono al limite dell’imbarazzato!
      Mi fa molto piacere conoscere online delle persone che in qualche modo sono in sintonia con il mio modo di pensare e di scrivere, è una cosa che mi sorprende sempre tanto. Andrò senza dubbio a vedere il tuo sito, sono proprio curiosa.
      Grazie mille per il tuo commento 🙂

  24. 🔝🔝🔝Non sai quanto mi ci ritrovi i quello che dici. Io spesso sono entrata in crisi perché tanti si, ti fanno complimenti inaspettati, ma tanti manco un grazie, e soprattutto anche da chi ti conosce. In questo modo scopri ciò che non vorresti mai…che amici! Stavo dui social più di quanto scrivessi e così proprio non andava perché veniva meno il motivo principale per cui stavo online, cioè scrivere articoli. IG l’ho chiuso per la disperazione… Lì nessuno è interessato ai contenuti, pare giusto una galleria delle foto più belle e di numeri da seguire. Anche se so che è il social più importante, io non posso snaturarmi e sentirmi male per qualcosa che non mi appartiene e in cui non credo. Quindi coraggiosamente dopo più di un anno e scarsissimi risultati, l’ho mollato. Ora mi spiace ma scrivo solo per piacere e quando ho tempo. Per tutto il lavoro che ci sta dietro, quello che ricevo è troppo poco, per cui ora faccio a modo mio e tengo l’attività per liberare la mia creatività quando ne ho bisogno. Grazie per questo articolo: è importante condividere e sapere di non essere soli a vivere certe realtà 😉

    1. Grazie per il tuo commento Chiara, ricco di spunti di riflessione. Sto pensando anche io di tralasciare IG (che fra tutti i social è quello su cui faccio più fatica dal punto di vista del tempo e dell’impegno). In realtà fino adesso è anche cresciuto lui… ma che fatica. Quando passo le ore a preparare un articolo mi sento di aver fatto qualcosa di utile, quando le passo sui social… mah. Mica tanto. Non è nelle mie corde. Prima di lasciar perdere mi riservo ancora del tempo per pensarci su, ma anche grazie ai vostri commenti sono sempre più convinta che si debba investire il tempo altrove.
      Grazie ☺️

  25. Grazie per come scrivi e per i contenuti che non sono mai banali che denotano l’impegno che ci metti. Grazie per le emozioni che sai trasmettere anche quando racconti il tempo dedicato al blog. È un vero piacere leggerti, continua cosi.

  26. Ti capisco benissimo, su tutta la linea. Partendo dall’impegno, per me è davvero tanto: pur non avendo figli, tra il lavoro, la casa e uscire ogni tanto, a volte mi chiedo davvero “chi me lo fa fare”. Soprattutto considerando le visite che nel mio caso, nonostante siano passati più due anni, sono davvero basse. Ma faccio buon viso a cattivo gioco scegliendo di scrivere quello che ho voglia di scrivere, perché ne ho bisogno.
    Sono d’accordissimo anche sul fatto di non dover per forza prendere posizione nella diatriba turista/viaggiatore, perché davvero, in fondo cosa importa? Quando viaggiare ti rende felice, non importa che tu lo sia in spiaggia sulla riviera romagnola o su un vulcano in sudamerica.
    Detto ciò, ti faccio gli auguri per questo “mezzo compleanno”, ma soprattutto i complimenti per quello che scrivi e per come lo scrivi: è un piacere leggerti, di qualunque destinazione tu scriva.
    Buona domenica ❤️

    1. Grazie mille mila Silvia, il tuo commento mi scalda il cuore <3
      Penso che come noi due siano in molte le persone che hanno un blog a incontrare difficoltà e frustrazione durante le ore interminabili passate davanti al computer, ma penso che la maggior parte di quelle che lo fanno per rispondere a una necessità e a una passione personale alla fine continuino a farlo nonostante i numeri piccoli... per il solo piacere di farlo e di sapere che fra quelle poche persone che vengono a leggere, ce ne sono alcune che apprezzano spontaneamente.
      Quindi grazie <3 e buona domenica anche a te :)

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