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Vietnam Luca Braidotti disegno Farfalle sul Mekong

Devo ammettere che ho sempre avuto un rapporto un po’ difficile con la letteratura di viaggio. È un genere al quale ho sempre desiderato appassionarmi per trovare luoghi nuovi in cui perdermi e sognare. Fino adesso però ero spesso rimasta delusa e i miei tentativi di lettura si erano spesso arenati ben presto.

Questa volta, invece, sono stata finalmente smentita. 🙂 Addirittura, la scintilla si è accesa dall’introduzione, una parte che di solito evito come la peste perché spesso causa di orrendi spoiler.

Tahilandia e Vietnam, ieri, oggi

Pur non avendo visitato nessuno dei posti raccontati da Ruggeri (abbiamo visto solo la zona nord e centro del Vientam, mentre in Thailandia non siamo ancora stati) fra le pagine di Farfalle sul Mekong mi sono trovata in un mondo che mi sembrava di conoscere.

Bangkok è ruvida, imprigionata in un’urbanistica distratta [...] orribilmente ornata da collane di penzolanti cavi elettrici, e poi si allarga, ci sono traffico, rumore, inquinamento. Orrida ma bellissima. Capace di stupire. Semplicemente presentandosi per quello che è. Unica.

Vietnam Luca Braidotti disegno Hanoi cavi elettrici

Non conoscendo Bangkok, non so se è un paragone perfettamente calzante, ma in quelle poche righe mi sono trovata di nuovo nel centro di Hanoi, con il suo odore di fritto, di aria dolce di fiume, di smog.

Dove i cavi elettrici sono grovigli, i motorini un alveare rumoroso, le padelle che sfrigolano una costante.
Nella sua cruda autenticità ci ha conquistati. Immediatamente.

Storia, libertà, confini

La bellezza di Farfalle sul Mekong non è solo nelle parole acute e lucide. È nella capacità di raccontare la storia, senza trovarsi di nuovo in classe, seduti sui banchi di scuola.

È lo stupore di scoprire lati profondi di se stessi quando si è viaggio. E anche di conoscere un po’ gli altri.

Un viaggio serve anche a liberare la propria personalità, quella autentica. E ognuno si manifesta per quel che è. [...] Oggi, come alla fine del XX secolo, difendo la libertà di tutti, ricordando a me stesso, innanzitutto, che quella di ognuno finisce dove comincia quella degli altri. Il problema, semmai, è dove sistemare la linea di confine.

Ora, non so se a voi fa lo stesso effetto, ma io ho di nuovo i brividi sul braccio.

Asia, mon amour

Anche se non siete stati in Asia, secondo me è davvero uno di quei libri belli da leggere a prescindere.

Se ci siete già stati invece, è anche meglio. Perché forse sapete di cosa parla Ruggeri quando racconta il Vietnam come 

“una chiacchierata con la nostra cattiva coscienza, una seduta con uno psicologo che detestiamo, perché è la faccia sbagliata di noi stessi”.
Oppure ancora: “L’Oriente è il vizio lecito, è il piacere di vivere, l’arte di gioire. Ed è per questo che mi piace tanto”.

Leggendo queste frasi, magari scapperà un sorriso anche a voi.

Vietnam Luca Braidotti disegno Sa Pa

Ruggeri non fa il solito resoconto di tappe, nomi di vie e monumenti impronunciabili che non dicono nulla a chi non li conosce già.
È un universo di micro-storie, aneddoti, frammenti di esistenza di tanti colori diversi.

L’ho letto fisicamente, solcando le pagine con la matita, ho letto a Luca frasi e paragrafi interi che la sera mi tenevano sveglia, appuntato pezzi di libro e pezzi di me in quel piccolo quaderno che tengo in borsa.

Dopo aver letto Ruggeri, ho detto a me stessa che le parole più argute e le espressioni più rifinite sono già state scritte, quindi a me non rimane molto da fare.

Però in realtà ci sono lo stesso un paio di cose che vorrei fare dopo questa lettura.

Continuare a scrivere, pungolata dalla bravura di chi pensa bene e scrive bene.
E consigliare tanto questo libro.

Ora è il vostro turno...

Voi lo avete già letto? Che ne pensate?

Quali sono i vostri libri di viaggio preferiti? Li portate con voi nello zainetto mentre siete in giro oppure ve li gustate a casa?

Se vi va di consigliarmene qualcuno, lasciate un commento! 🙂 

I brani citati in questo articolo sono tratti da: Corrado Ruggeri, Farfalle sul Mekong, ed. Universale Economica Feltrinelli, 2015

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9 commenti
  1. Ciao Elisa, anche io ho letto questo libro e, anche se ritengo che sia stata una lettura piacevole, in alcuni tratti l’ho trovato un pochino banale. Certo è che, se ami l’Asia, è difficile non perdersi a sognare in certi punti del racconto

    1. Sì è vero, in alcuni punti forse c’era molto dell’immaginario collettivo sull’Asia, quello che più o meno abbiamo tutti.
      A me di Ruggeri è piaciuta molto la chiave ironica di certe parti del libro, è una cosa che mi capita di trovare raramente nei racconti di viaggio (almeno quelli che mi è capitato di leggere fino ad ora), ma che apprezzo davvero molto ultimamente.

  2. Ho sempre voluto leggere questo libro, penso proprio che lo prenderò 🙂 io normalmente i libri di viaggio li custodisco nel mio fido Kindle e li porto sempre con me nel mondo!

    1. Anche io ultimamente quando viaggio preferisco l’reader, però… il libro di carta ha sempre il suo fascino 🙂 soprattutto quando le letture sono intense come questo libro di Ruggeri, leggere e sottolineare a matita è un tutt’uno!

  3. Non ho ancora letto questo libro, ma l’idea mi stuzzica da un po’. Ultimamente, sarà un segno del destino, lo sento nominare sempre più spesso. Forse so quale sarà il mio prossimo acquisto in libreria!

    1. Ciao Eleonora, anche io l’ho guardato a lungo in libreria, finché un giorno mi sono decisa ad iniziarlo e l’ho veramente adorato. Se lo leggerai a tua volta magari fammi sapere se piace anche a te 🙂

  4. Io di solito amo leggere a casa, in viaggio anche in realtà! Il mio ultimo è stato : Ritorno alle terre selvagge di Frank Lotta!

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