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Vietnam: racconti di viaggio sconclusionati

Racconti di viaggio dal Vietnam: curiosità ed episodi divertenti, quelle cose che spesso le guide di viaggio non raccontano. Un accrocchio scombinato e sghembo più che un vero e proprio articolo, ma spero che vi diverta leggerlo almeno quanto mi sono divertita io a scriverlo ?

Vietnam: racconti di viaggio sconclusionati

Vietnam racconti di viaggio sconclusionati

Ho parlato diffusamente del Vietnam in vari articoli, ma fino ad ora erano rimasti fuori gli episodi più divertenti. Quelle cose che spesso le guide turistiche di viaggio non raccontano.

Vi ho già raccontato un po’ di cose su come organizzare un viaggio in Vietnam ad agosto e cosa vedere, sulla cucina vietnamita, sui mille mezzi di trasporto che abbiamo preso, sulle cose che ci sono piaciute di più della cultura vietnamita… però questa è la parte più divertente. 

In questo articolo ho raccolto alcune storie e fatterelli dai nostri diari di viaggio in Vietnam. Ne è uscito un accrocchio scombinato e sghembo più che un vero e proprio articolo, ma spero che vi diverta leggerlo e che vi porti alla scoperta di piccoli dettagli curiosi.

Vietnam, diari di viaggio da Hanoi

Rendere l’idea di questa città non è facile. Ho scritto un bell’articolo su cosa vedere ad Hanoi, ma raccontare la capitale è come tentare di mettere ordine nel caos. Hanoi è così. Un guazzabuglio asiatico disordinato, rumoroso e ingarbugliato. Ma è una città così autentica e ruvida che ti rapisce. Mi fa pensare alla Bangkok, in scala più piccola.

Il Quartiere Vecchio (Phố cổ Hà Nội)

Sicuramente lo potete leggere nelle guide cos’ha di particolare il Quartiere Vecchio, ma vederlo con i propri occhi è un’altra cosa.

Storicamente era una zona residenziale; durante il periodo imperiale le corporazioni di commercianti reclamarono tratti di strada per poter esporre le loro merci in vendita. Nel Quartiere Vecchio quindi i commercianti si raggrupparono a seconda del tipo di merci, dando così il nome alle strade.

Ancora oggi le vie portano il nome di quelle merci e ne conservano il “tema” principale: passeggiando per Hang Gai vedrete fuori dai negozi le marionette in legno degli spettacoli sull’acqua; nella via Lan Ong respirerete aria di erbe medicinali e aromatiche; in via Hang Giay farete slalom fra i negozi di scarpe e le montagne di ciabatte in gomma ammonticchiate sui marciapiedi. Un caos tematico che si apre davanti agli occhi inaspettato e sorprende i vostri sensi.

Motorini

8 milioni di abitanti. 5 milioni di motorini. Il rumore dei clacson è il battito cardiaco della capitale. Dopo il primo giorno in città abbiamo iniziato a pensare che i vietnamiti nascano direttamente su uno scooter.

Attraversare la strada

Con un traffico del genere, attraversare la strada in città può sembrare uno sport estremo. Ci sono due trucchi però: iniziare ad attraversare con faccia tosta, convinti che nessuno vi investirà. Camminare piano in diagonale verso l’altro lato della strada, decisi e senza mai fermarsi. Mai, mai, mai fare un passo indietro o tentennare. Dopo aver riportato a casa la pelle un po’ di volte, vi sentirete così sfrontati e sicuri che vi lancerete addirittura nell’attraversamento di una rotonda o un incrocio senza alcun timore, come i veri asiatici.

Marciapiedi ad Hanoi

Strade e marciapiedi sono pieni di storie in Vietnam. Ma scordatevi di passeggiare sul marciapiede come in Europa, in Vietnam il marciapiede serve. I pedoni possono camminare tranquillamente sulla strada, tanto nessuno viene investito perché i motorini si annunciano suonando il clacson (continuamente).

Vietnam diari di viaggio: barbiere ad Hanoi
Barbiere al lavoro ad Hanoi

Il marciapiede invece si usa per: sedersi, chiacchierare di fronte a una birra, mangiare il gelato, curare il pesce, tagliarsi i capelli. I barbieri sono aperti a tutte le ore: ci si siede su una sedia in plastica, ci si specchia sul tronco di un albero e via! Barba e capelli fatti. E poi ancora, sul marciapiede si parcheggia il motorino, si vendono merci di ogni tipo (non dimenticherò mai quelle montagne di ciabatte), si acquistano fiori, frutta, bottoni, bottiglie d’acqua e prodotti artigianali. Si cena seduti su minuscoli sgabelli in plastica, mentre pochi metri più in là cuoche indaffaratissime spadellano come non ci fosse un domani e lavano i piatti in una bacinella. Con il detersivo ovviamente. In questo video eravamo seduti sul marciapiede di fianco al Tempio della letteratura e guardandolo vi potete fare un’idea di cosa sia il vero street food 😉 (La cena era buonissima!)

Vietnam, racconti di viaggio da Hue

La sera a Hue è mondana e caotica.

Appena scesi dall’albergo ci offrono del fumo al sussurro di: — Hello! Smoke? Smoke?, con tanto di gesto.
Abbiamo fame, andiamo in centro di corsa.
L’area pedonale suona come una grancassa fra birrerie a più piani e “cantautori” che emettono versi scordati in mezzo alla strada.
Dopo due birre ci ritiriamo in albergo, sconfitti.

Famiglia e tradizioni

Quanti figli hai?

Camminando fra le risaie di Sa Pa o incontrando le commesse nei negozi, la conversazione con le donne vietnamite inizia immancabilmente con queste domande in sequenza:

  1. Come ti chiami?
  2. Quanti anni hai?
  3. Quanti figli hai?

A seconda della risposta all’ultima domanda, riceverai:

  • Sorrisi e sguardi di profonda approvazione, se hai più figli; poi saprai subito quanti figli ha la signora con cui stai parlando.
  • Sguardi un po’ tristi ma fiduciosi, se hai un figlio solo, con tanti auguri di averne presto molti altri.
  • Sguardi dispiaciuti e contriti, se figli non ne hai.
  • Un solo sguardo sorpreso e molto preoccupato, se hai superato i trenta e figli non ne hai.

Generazioni

A Tà Van, vicino a Sapa, abbiamo pernottato una notte in homestay, fra le verdi e silenziose risaie del nord. I nostri host erano una coppia sposata, lei 36, lui 35. Avevano quattro figlie. Un genero di 17 anni. Un nipotino di 3 mesi. Un cane, un gatto, svariate oche, galline, pulcini e un B&B.

E tu quanti anni hai?

Infanzia

Le bambine che vivono nelle zone di montagna imparano a ricamare da piccolissime. Le popolazioni H’mong hanno una lunga tradizione nell’arte del ricamo, abilità importantissima che definisce il valore e la capacità delle donne da adulte. I maschi invece, dai 6 o 7 anni cavalcano spensierati i bufali d’acqua per portarli al pascolo. Da soli ovviamente.

Capelli tinti

La nostra adorabile guida di Ninh Bihn aveva i capelli lunghi e lisci, color arcobaleno. La trasgressiva della famiglia. I capelli delle vietnamite sono neri. Punto.
Quindi per piacere, va bene per un po’ ma poi i capelli devono tornare neri, ok?

I capelli arcobaleno della nostra guida di Ninh Bihn, Vietnam

Matrimonio vietnamita

Servizio fotografico

Anche i vietnamiti ci tengono molto alle foto del matrimonio. Prima di celebrare l’unione, la coppia generalmente parte per un lungo viaggio anche di 2 o 3 settimane nel proprio paese, con un intero staff fotografico al seguito.

I due piccioncini si fanno fotografare nei luoghi che ritengono più significativi: fra le lanterne del centro storico di Hoi An, sul Passo di Thai Van (chiamato Passo delle Nuvole), che segna il confine fra la zona nord e sud del Vietnam… oppure sulle strisce pedonali in mezzo a un incrocio in città (visto con questi occhi, a Hue).

Abiti nuziali

Come non parlare dell’abito da sposa, delizia e cruccio di ogni donna prima del matrimonio.

Le donne vietnamite in genere l’abito da sposa lo affittano. Quell’abito si usa solo un giorno, quindi perché spendere tanti soldi per una cosa che poi non si userà più?

Gli uomini invece l’abito lo acquistano, per poi usarlo di nuovo in tutte le occasioni formali dopo il matrimonio: cerimonie, ricorrenze, riunioni di famiglia.

Chissà chi ha capito di più fra noi europei e i vietnamiti. 🤔

Cucina vietnamita e ristoranti

A tavola non si usano tovaglioli normali ma solo delle micro-salviettine inutili. Impermeabili. Risultato: montagne di fazzolettini che svolazzano fra i piatti e mani sempre unte.

E poi, mettetevela via: in Vietnam praticamente tutti i piatti hanno la cipolla. Ve la troverete nel piatto a pranzo e cena, anche a colazione se volete. Dopo un po’ di giorni non si sente più nessun altro sapore.

Se al ristorante ordinate qualcosa “senza cipolla”, sappiate che spesso non capiscono e nel dubbio vi beccherete comunque quella essicata.

Se a pranzo ordinate un piatto con “vegetables” perché non ne potete più di carne, come minimo arriverà in tavola qualcosa con dentro almeno un uovo sbattuto.

Per ordinare un caffè vietnamita bisogna dare al cameriere almeno tre informazioni, altrimenti va in crisi: caffè caldo o freddo; con o senza latte condensato; con o senza zucchero. Tutto arriva nello stesso bicchiere, scordatevi la zuccheriera e il bricco del latte.
(Comunque il caffè vietnamita è buonissimo, io ve lo dico).

Altre stramberie non classificate

Venditori di giornale a Hoi An

A Hoi An, ambulanti forse con problemi motori vendono i giornali su strani mezzi di colore blu, che mandano avanti muovendo su e giù un manubrio simile a quello di una bici.

Non hanno il clacson (che in Vietnam è un must), ma nemmeno un campanello.
Per annunciarsi alle spalle dei passanti fanno “bip-bi-bi-bip” a voce alta.

Metodi per combattere il caldo

Appena ti siedi in un ristorante o bar qualsiasi ti puntano un ventilatore fortissimo in faccia.

Se chiedi di spostarlo o abbassare un poco l’aria ti guardano come se avessi appena detto una parolaccia bruttissima rivolta alla loro mamma.

Pisolini

In Vietnam c’è sempre qualcuno che schiaccia un pisolino in posti improbabili (meglio se molto rumorosi).

Riposino al mercato di Cat Ba, nord del Vietnam

Potrei continuare ancora con questo accrocchio disordinato, anche perché dopo un po’ ci si prende gusto e i nostri diari di viaggio in Vietnam sono zeppi di aneddoti di questo tipo.

Siccome però il bello di ogni viaggio è la sorpresa, mi fermo qui, così potrete scoprire da soli il resto (se volete qualche info per un itinerario di viaggio, leggetevi questo post).

Se invece siete ancora in vena di leggere qualche curiosità di viaggio, potete proseguire con 10 curiosità sul Nepal o una raccolta di aneddoti curiosi da Malta e Gozo.

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Elisa Malisan
Autrice

Marketing, communications & PR manager professionista, specializzata in content strategy e SEO writing.
Esperta di viaggi in sudest asiatico, appassionata di cultura orientale, città d’arte ed escursioni in montagna.
Viaggio e scrivo, non sempre in quest’ordine.

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Luca Braidotti
Co-autore

Tatuatore professionista, viaggiatore, artista visivo.
Appassionato di cultura orientale e di sudest asiatico, insieme a Elisa sono co-autore del blog: creo video, pitture e stampe artistiche ispirate ai nostri viaggi.

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1 Commenti degli utenti

Paola
Paola
10/01/2020 at 19:04

E’ stato molto piacevole rivivere alcune sensazioni di un mio lontano viaggio in Vietnam. Mi ricordo che una gentilissima studentessa ci ha istruito sulla tecnica di attraversamento strada. Senza di lei, probabilmente, avremmo perso ore nel tentativo di arrivare dall’altra parte. E’ una magia anche questa!

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