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Phu Quoc, il sogno tropicale del Vietnam, isola di mare trasparente e foresta

Guida completa su cosa vedere a Phu Quoc: mare e spiagge, ma non solo. Suggerimenti sulle cose più interessanti da fare e consigli per organizzare il viaggio.

Phu Quoc, il sogno tropicale del Vietnam, isola di mare trasparente e foresta

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Secondo alcuni è l’isola più bella del paese, un paradiso di sabbia chiara dalla grana non troppo sottile e mare di un turchese spendente, incorniciata da litorali che incantano e con un cuore verde di giungla. Phu Quoc in Vietnam sorprende per la sua doppia anima, data da una natura rigogliosa (non a caso, il nome dell’isola in vietnamita significa proprio “terra fertile”) e dallo spirito accogliente della popolazione locale. Cresciuta molto negli ultimi decenni come destinazione balneare, apprezzata per i tanti sport e attività acquatiche che si possono praticare, quest’isola ha un legame forte con la propria identità vietnamita, evidente passeggiando fra le vie del mercato di Duong Dong, la località principale, e nel contatto con la popolazione, ancora non troppo influenzato dal turismo. In questo articolo vi racconto cosa vedere e fare a Phu Quoc, tappa finale ideale di un viaggio in Vietnam e lungo il delta del fiume Mekong.

Dove si trova Phu Quoc

Iniziamo dalle coordinate geografiche. Phu Quoc si trova 15 km al largo della costa della Cambogia, nel Golfo della Thailandia (o del Siam), è l’isola più grande del Vietnam, lunga 46 km da nord a sud e 25 km da est a ovest, per un totale di 574 kmq. È caratterizzata da un clima equatoriale monsonico e da un territorio montuoso e ricoperto di foresta nell’entroterra. 

Come arrivare a Phu Quoc

Dall’Italia

Attualmente non esistono voli diretti dall’Italia per Phu Quoc. Per raggiungere l’isola vietnamita è necessario prendere un volo con almeno uno o due scali: il viaggio può durare dalle 15 alle 20 ore a seconda delle tratte scelte. 

Dal Vietnam

Raggiungere Phu Quoc dal Vietnam è semplice, perché l’isola è ben collegata alla terraferma sia attraverso numerosi voli nazionali, sia via mare. 

In aereo: gli aeroporti principali di collegamento con Phu Quoc sono Ho Chi Minh (Saigon), Can Tho, sul delta del Mekong, Danang, Nha Trang e Hanoi, la capitale del Vietnam. I voli nazionali diretti hanno una durata di circa 1 o 2 ore. 

Via mare: si può prendere un ferry con la compagnia di navigazione Phu Quoc Express dai porti di Rach Gia e Ha Tien, nel sud del Vietnam. I collegamenti sono veloci ed economici: si arriva in un’ora e mezza e i ticket costano 216.000-315.000 dong vietnamiti (= 7-10 € a persona/a tratta). Per chi si muove via terra con un’auto, magari con un tour operator locale o con una guida privata, è senza dubbio una soluzione conveniente. Lo è un po’ meno per chi si muove in modo indipendente come abbiamo fatto io e Luca durante il nostro viaggio sul delta del Mekong: ci sono dei bus pubblici che raggiungono Rach Gia da Can Tho, la città più vicina, e da Ho Chi Minh City, ma il viaggio dura dalle 3 alle 6 ore e non è scontato riuscire a prenotare i biglietti in anticipo online, bisogna organizzarsi sul posto. Anche se il prezzo è superiore è più pratico l’aereo.

Da Ho Chi Minh City

Come anticipato nel paragrafo precedente, ci sono molti voli diretti da Saigon a Phu Quoc e il viaggio dura circa un’ora. Fra le compagnie aeree più convenienti ci sono Vietnam Airlines, la compagnia di bandiera, e VietJet Air, che operano diversi voli al giorno. I costi si aggirano intorno ai 40 € a tratta, bagaglio da stiva incluso.

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Consiglio chi prende un volo nazionale

Se per andare o tornare da Phu Quoc prendete un volo interno e avete una coincidenza con altri voli fate attenzione agli orari: è facile che i collegamenti in aereo con l’isola vengano modificati anche con poco preavviso.

A me è successo sia all’andata che al ritorno dall’isola, quando da Phu Quoc sono rientrata a Saigon per prendere il volo intercontinentale per tornare in Italia. Prevedere diverse ore di distanza fra un volo e l’altro è stata una scelta azzeccata perché il volo nazionale del rientro è partito con più di un’ora di ritardo. Vi consiglio quindi di tenere un margine di almeno 4-6 ore di anticipo se dovete prendere una coincidenza internazionale, in modo da avere il tempo di fare lo scalo in autonomia senza il rischio di perderla (in caso di dubbi su questo tema, leggete l’approfondimento sugli scali aerei).

Dalla Cambogia

Ad oggi l’unica compagnia aerea che offre voli diretti dalla Cambogia a Phu Quoc è Air Cambodia, con quattro voli settimanali da Phnom Penh, la capitale. Altrimenti è necessario prendere un volo per il Vietnam e poi proseguire per Phu Quoc con un volo nazionale. In alternativa, dalla Cambogia si può raggiungere via terra la città di Kampot (es. da Phnom Penh ci vogliono 4-5 ore con il bus o il treno), attraversare il confine con il Vietnam e prendere un ferry da Ha Thien, il porto vietnamita più vicino.

Quando andare a Phu Quoc (e quando evitare)

Nelle regioni meridionali del Vietnam il clima è tropicale, il periodo migliore per andare a Phu Quoc generalmente va da novembre a marzo, durante la stagione secca. Da maggio a ottobre e durante i mesi estivi invece è meglio evitare di andare a Phu Quoc perché il clima è influenzato dal monsone di sudovest, che porta piogge intense e molta umidità. Agosto quindi è fra i mesi peggiori per andare nelle regioni a sud del Vietnam, perché sono particolarmente esposte alle piogge. Nel caso voleste pianificare un viaggio in questo periodo, è preferibile andare nelle regioni nord (per un approfondimento, leggete questo articolo sul Vietnam ad agosto).

Per quel che riguarda gli altri periodi, posso dirvi che io sono stata a Phu Quoc in ottobre, un mese di transizione tra la stagione delle piogge e quella secca: il meteo era piuttosto imprevedibile, con giornate calde e soleggiate inframezzate da acquazzoni frequenti che hanno un po’ limitato le visite durante la nostra permanenza. Inoltre con il mare costantemente mosso ad esempio non è stato possibile fare escursioni in barca per raggiungere le isole dell’arcipelago An Thoi, di cui vi parlerò più avanti.

Cosa vedere a Phu Quoc

La maggior parte dei viaggiatori che sceglie Phu Quoc come destinazione per le proprie vacanze lo fa per le spiagge incantevoli e il mare cristallino, ma viaggiando su questa piccola isola vi renderete conto che ha molto altro da offrire a chi vuole prendersi una pausa dal lettino e dalla crema solare. Di seguito alcuni suggerimenti su cosa vedere a Phu Quoc e cosa fare. 

Tre cose per cui è famosa Phu Quoc

Chiamata anche Pearl Island, l’isola è rinomata per la coltivazione delle perle, per la salsa di pesce di qualità eccellente, prodotta con le acciughe pescate nelle ricche acque di Phu Quoc, e per il pepe dal sapore piccante e forte, coltivato nell’entroterra dell’isola. Particolarmente pregiato è quello rosso, dai grani grossi e rotondi.

Mare e spiagge a Phu Quoc

Iniziare dalle spiagge e dal mare a Phu Quoc mi pare doveroso, anche se in questo articolo non voglio proporvi una classifica delle spiagge più belle: credo sia difficile e limitante tentare di farne una, preferisco aiutarvi a individuare la più adatta a voi. 

La costa ovest di Phu Quoc è quella più sviluppata, dove ci sono le spiagge più note e il capoluogo principale dell’isola, Duong Dong. 

A sud della città si estende per 20 km Long Beach (Bãi Truong), dove si trovano la maggior parte dei resort, molti dei quali con accesso privato sulla costa dorata. Nonostante sia la spiaggia più frequentata però non immaginatevi Long Beach come un susseguirsi incessante di ombrelloni e aree attrezzate: palmeti e vegetazione tropicale inframezzano ampi spazi tra un resort e l’altro, dando respiro al litorale. Qui potrete dedicarvi a lunghe passeggiate ascoltando il ritmo delle onde fino all’appuntamento quotidiano con il tramonto, ogni sera diverso, ogni sera uno spettacolo.

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Tramonto a Long Beach

Proseguendo a nord di Duong Dong si trovano invece Ong Lang Beach (Bãi Ong Lang), Cua Can, Vung Bao e Dai, adatte in particolare a chi desidera fare snorkeling. Sono più tranquille rispetto a Long Beach e ancora poco sviluppate. In particolare la spiaggia di Ong Lang è inframezzata da baie appartate, separate l’una dall’altra da promontori rocciosi, su cui si affacciano alcuni resort di lusso con spiaggia privata. Un sogno da vacanza tropicale.

Ancora più a nord si trova Starfish Beach, menzionata da diverse guide per la presenza delle stelle marine, ma molto criticata dai viaggiatori perché pare che le povere bestiole vengano portate vicino al bagnasciuga forzatamente e sfruttate come attrazione per fare le foto. Dopo aver visto le recensioni e le foto online* io però non mi sono sentita di alimentare questo meccanismo, ho scelto di non andarci e piuttosto di segnalarla in questo articolo proprio per questo.

*(Fonti: Tripadvisor e recensioni Google)

Duon Dong

Il capoluogo di Phu Quoc, oltre ad essere l’unica cittadina vera e propria, secondo me è una tappa importante per conoscere l’isola ed entrare in contatto con la popolazione locale. Facilmente raggiungibile in taxi, è piuttosto tranquilla la mattina, quando ci sono pochi stranieri in giro, e molto animata la sera per via del night market, aperto tutte le sere dalle 17.00 a mezzanotte. Io consiglio di visitarla in entrambi i momenti della giornata. La mattina presto è il momento migliore per un giro al mercato locale, uno dei più belli e caratteristici che ho visto in Vietnam. È autentico e vivace, frequentato dalla popolazione locale per acquistare pesce fresco, frutti di mare di dimensioni gigantesche e colori sgargianti, frutta, verdura, cataste di uova. Anche qui come nel resto del paese i vietnamiti fanno la spesa in sella al motorino senza scendere, un’abitudine tanto diffusa quanto peculiare.

Il night market di Duon Dong invece ha tutta un’altra atmosfera, una dimensione cosmopolita in cui si mischiano sia i visitatori sia i local, tutti accomunati dal desiderio di mangiare un buon piatto a base di pesce nei numerosi ristoranti del mercato e di fare qualche acquisto. Al night market si trova un po’ di tutto, dai banchi di frutta ai piccoli souvenir, carini e non troppo dozzinali, alle cataste di crocs e magliette, ai banchetti di rolled ice cream presieduti da ragazzini che si cimentano in coreografie con le spatole del gelato per attirare l’attenzione dei passanti.

Fra le attrattive culturali di Duong Dong vi segnalo infine il tempio Dinh Cau, costruito su un promontorio all’imbocco del porto, carino per la vista sul mare e sul tratto più a nord di Long Beach.

Hon Thom e la cabinovia più lunga del mondo

All’estremo sud di Phu Quoc, una delle maggiori attrazioni è il parco divertimenti Sunworld Hon Thom sull’isolotto di Pineapple Island, collegato all’isola principale dalla cabinovia più lunga del mondo, che si estende per 7,9 km sull’arcipelago di An Thoi. A Pineapple Island, oltre a un parco naturalistico, si trovano molti intrattenimenti, come il parco acquatico Aquatopia, molti locali e ristoranti. Se volete trascorrere qui una giornata, tenete a mente che per prendere la funicolare di Phu Quoc è preferibile prenotare, soprattutto durante l’alta stagione turistica. I biglietti si possono acquistare online sul sito ufficiale di Sunworld oppure su Get Your Guide. Il costo è di 850.000 dong a persona (= 28 € circa) e il biglietto comprende anche l’accesso gratuito a Kiss Bridge, di cui parliamo nel prossimo paragrafo. 

Sunset Town e Kiss Bridge

Simbolo del boom turistico di Phu Quoc, Sunset Town e Kiss Bridge sono due delle attrazioni più visitate dell’isola. Costruita secondo i canoni dell’architettura mediterranea, Sunset Town riproduce alcuni luoghi iconici d’Occidente, come la costa di Amalfi e l’Arco di Trionfo, attira gli stranieri in vacanza offrendo scorci fotografici e un’atmosfera descritta da molti come particolare e affascinante. Tra i luoghi più famosi c’è inoltre Kiss Bridge, il ponte lungo 800 metri ispirato alla Creazione di Adamo di Michelangelo e alla leggenda del mandriano e della tessitrice (Tanabata), molto popolare in Cina e Giappone.

Qui ogni giorno il tramonto dà spettacolo e una volta all’anno, il 1° gennaio, il sole cala allineandosi perfettamente al centro fra i due bracci del ponte. Ogni sera inoltre si svolgono spettacoli pirotecnici e Symphony of the Sea, uno show con musica, giochi di luce e spettacoli live. 

I biglietti per Kiss Bridge e per gli show serali si possono prenotare sul sito ufficiale oppure su Get Your Guide e hanno un prezzo variabile da 120.000 dong per il solo accesso al ponte durante il giorno (circa 4 €) a 1.660.000 dong per l’accesso in fascia serale + spettacolo (55 €). 

La prigione Cay Dua

Storicamente l’isola di Phu Quoc è stata un territorio conteso, come del resto tutto il Vietnam e in particolare le regioni del sud, che durante i secoli hanno vissuto lunghi periodi di guerre e invasioni, dai francesi, agli Khmer rossi, agli americani. Durante l’invasione francese e quella americana Phu Quoc fu usata a lungo come luogo di detenzione dei prigionieri politici, che venivano rinchiusi e torturati nella prigione di Cay Dua, vicino alla cittadina di An Thoi, chiusa definitivamente nel 1975 quando si concluse la guerra con gli Stati Uniti. Oggi la prigione è un museo aperto al pubblico.

Altre cose da vedere a Phu Quoc

Fra gli altri luoghi di Phu Quoc che potreste vedere durante un soggiorno vi segnalo anche: 

  • La pagoda Truc Lam Ho Quoc: il tempio buddista più famoso dell’isola.
  • Le piantagioni di pepe per cui Phu Quoc è molto rinomata. La raccolta dei preziosi grani si fa da febbraio a luglio. 
  • Le coltivazioni di perle d’acqua dolce: ce ne sono diversi sull’isola (se volete approfondire, date un’occhiata all’articolo del ministero della cultura e del turismo vietnamita in questa pagina).

Escursioni a Phu Quoc

Infine, per concludere questa panoramica su cosa fare e vedere a Phu Quoc, un cenno sulle escursioni più interessanti da fare durante la bella stagione. 

Escursione in barca nell’arcipelago di An Thoi: molte agenzie locali organizzano uscite giornaliere in speedboat tra le isole a sud di Phu Quoc. I tour partono da An Thoi Harbour e solitamente fanno tappa su due o tre isolotti, tra baie turchese e spiagge di sabbia chiara. Il periodo adatto per farle è durante la stagione secca e infatti purtroppo io non ho potuto prenotare il giro che avevo in mente: in ottobre e durante il periodo dei monsoni il mare è grosso e non è consigliabile uscire in barca. 

Snorkeling e immersioni: i punti migliori per esplorare i fondali marini si trovano appunto nell’arcipelago di An Thoi e sull’isola della Tartaruga, nella zona nord occidentale di Phu Quoc. Molti resort e operatori locali organizzano delle escursioni giornaliere. 

Se state pianificando il viaggio e volete farvi un’idea dei prezzi o prenotare in anticipo la vostra esperienza, potete dare un’occhiata al sito di Get Your Guide, dove si può scegliere fra molte attività. 

Consigli pratici per i viaggiatori e le viaggiatrici

Quanti giorni stare a Phu Quoc

A mio parere per godersi il mare e le molte attrattive di Phu Quoc in Vietnam bisognerebbe trascorrere sull’isola almeno 4-5 giorni. La scelta di rimanere anche di più dipende molto dalle proprie preferenze: io personalmente non sono una grande fan delle vacanze solo mare o isole, infatti ho scelto Phu Quoc come tappa finale di un itinerario sul delta del Mekong, però ciò non toglie che su quest’isola ci sia abbastanza da fare e vedere anche per trascorrere una vacanza di 8-10 giorni. Nel decidere quanti giorni stare a Phu Quoc secondo me bisogna anche valutare il tempo che ci si impiega per arrivarci e le spese di viaggio per raggiungere l’isola in modo da ammortizzare i costi.

Come muoversi a Phu Quoc

Muoversi a Phu Quoc è piuttosto facile sul lato ovest dell’isola, dove ci sono ampie possibilità di trovare taxi, autobus e scooter a noleggio, i mezzi di trasporto più diffusi. Il più comodo è il taxi, si prenota via app (ne parlo più diffusamente nell’articolo con i consigli per un viaggio in Vietnam), il più economico probabilmente invece è lo scooter: i prezzi in bassa stagione variano da 150.000 a 200.000 dong (5-6,60 € al giorno).

Sebbene la patente italiana non sia valida in Vietnam, è comunque piuttosto facile prendere uno scooter a noleggio. Oltre a correre il rischio di essere multati, tenete presente che in caso di incidente guidare con una patente non non valida può causare diversi problemi, per non parlare del fatto che sinceramente io non metterei la mano sul fuoco sul fatto che le motociclette dei noleggi siano tutte assicurate. Lasciando da parte per un momento questi aspetti, io in ogni caso non mi sento di consigliare di mettervi alla guida in Vietnam, sia per il traffico, sia per lo stile di guida della popolazione locale, che è completamente diverso dal nostro e facilmente rischioso per una persona straniera.

Per quanto riguarda gli autobus, a Phu Quoc ci sono alcune linee che collegano il lato ovest dell’isola con l’aeroporto, Vinpearl e Grand World (parco divertimenti) ma trovare gli orari e persino le fermate è una cosa tutt’altro che ovvia, gestita un po’ “all’asiatica maniera”. Durante il viaggio ero riuscita ad individuare alcune fermate non lontane dal nostro resort, ma i QR code per visualizzare gli orari portavano a una pagina inesistente e naturalmente non c’erano tabelle esposte fisicamente alle fermate.

Mezzo totalmente assente per muoversi a Phu Quoc è la bicicletta: nessuno le usa e nemmeno gli hotel le mettono a disposizione degli ospiti.

Altre cose che ho scritto sul Vietnam, dalla newsletter EliMail
Vietnam, l’impero degli scooter
Carichi impossibili, il fenomeno delle Ninja Lead e altre stramberie alla guida. “Sul motorino puoi trasportare tutto, anche una casa.” mi ha detto anni fa una giovane guida turistica durante il primo viaggio in Vietnam. Quella volta ho riso. Oggi, dopo quasi dieci anni di viaggi in Asia e diversi paesi visitati, l’abilità tutta vietnamita nel trasportare qualsiasi cosa ancora mi turba. (Vai di fretta? Ascolta la newsletter in versione audio 🎧)
pedalando sul delta chau doc
Pedalando sul Delta. Dritti al cuore del Vietnam su una bici sgangherata.
Immaginante di inforcare una bici scassata e pedalare fra coltivazioni di riso e frutta. Di ascoltare i suoni della foresta pluviale scivolando sulle acque placide di un canale a bordo di una barca a remi. È questo il viaggio che inizio oggi a raccontarvi nel sud del Vietnam.

Dove dormire a Phu Quoc: consigli su dove prenotare un hotel

Scegliere dove stare a Phu Quoc può creare qualche dubbio perché ci sono tantissimi tipi di strutture e molti resort davvero belli, con prezzi variabili dall’economico al super lusso. Vi do alcuni suggerimenti in base alle mie ricerche e a come è andata la mia vacanza.

Molto dipende da cosa volete fare durante il vostro soggiorno, ma se pensate di fare qualche escursione o attività extra mare secondo me conviene scegliere una sistemazione sulla costa ovest a Long Beach, non troppo lontana da Duong Dong, dove probabilmente avrete voglia di fare almeno un salto. Alloggiare in questa zona è comodo anche perché ci sono moltissimi ristoranti, negozi, supermercati e taxi di passaggio a tutte le ore. 

Per chi preferisce invece un soggiorno di solo mare o quasi, può essere più adatto un resort appartato con tutte le comodità e le coccole di una vacanza luxury. In questo caso vi consiglio la zona di Ong Lang Beach, dove ci sono alberghi davvero da sogno.

In un primo momento io avevo pensato di prenotare proprio in quest’area, ma alla fine ho optato per Long Beach per una questione di comodità: in bassa stagione (ottobre) i ristoranti di molti hotel a Ong Lang erano chiusi, e nei dintorni non c’è molta scelta da questo punto di vista. Alloggiare lì avrebbe significato dover prendere un taxi ogni sera per andare a cena.

Qualsiasi sia la vostra preferenza, in ogni caso il mio suggerimento è di scegliere un hotel con spiaggia privata, per poter uscire dalla camera in ciabatte e semplicemente scegliere il lettino preferito su cui stendere il telo mare, senza il pensiero di trovare un posto per trascorrere la giornata. 

Una nota generale sui ristoranti degli hotel: sono tutti molto cari rispetto alla media. Motivo per cui a Phu Quoc conviene dormire in una zona dove c’è ampia scelta di locali.

Thanh Kieu Beach Resort

Il resort che ho scelto io per soggiornare a Phu Quoc. L’ho semplicemente adorato. Un grande giardino tropicale, nascondiglio perfetto per geki, scoiattoli e uccelletti, disseminato di bungalow in stile tradizionale con portico e amaca, spiaggia privata e appartata, bar-ristorante e piscina con bordo a sfioro affacciati sul mare.

Si trova a 5 km da Duong Dong (12 min in taxi) e nelle vicinanze c’è ampia scelta di locali, supermercati e negozi per ogni necessità. Perfetto.

Cosa mangiare e dove a Phu Quoc

La cucina vietnamita è una delle migliori al mondo e, vista la sua vocazione turistica, a Phu Quoc si mangia particolarmente bene secondo me. Camminando per strada l’olfatto è sovrastimolato dal profumo agrodolce della salsa di pesce, dei noodles in brodo, dai fumi che s’innalzano dalle griglie, dall’odore del mare che si mescola a quello della frutta tropicale.

Se vi chiedete cosa mangiare il mio consiglio è uno: pesce. Tra le specialità locali più prelibate ci sono insalata di aringhe, ricci di mare e granchio di Ham Ninh. Oltre a questi naturalmente poi si possono provare un’infinità di piatti tipici della cucina vietnamita, come ad esempio zuppe, fra cui la Bún Kèn, la più conosciuta di Phu Quoc, preparata con noodle, pesce e gamberetti, fried rice, involtini primavera con gamberi, verdure o carne, pesce fritto o alla griglia.

Per un’esperienza caratteristica (anche se un po’ turistica), vi suggerisco di andare a cena almeno una volta al Night Market di Duong Dong, dove ci sono molti posti dove mangiare. Come scegliere il ristorante migliore (ed evitare fregature)? Semplice, il più pieno e quello dove ci sono anche alcuni local a cena.

Lungo la strada principale da Duong Dong a Long Beach (DT 975) i locali si susseguono senza pause e senza frontiere, si può mangiare di tutto: ci sono ristoranti coreani, cinesi, BBQ, vegetariani, baracchini che preparano deliziosi Bánh Mì (i panini tipici della zona nord del Vietnam, ma che si trovano anche qui) qualche pizzeria e persino dei ristoranti di cucina russa.

Lo street food non è molto diffuso a Phu Quoc, i soli carretti di cuochi ambulanti che mi è capitato di vedere stazionavano nei pochi spazi liberi di fronte a locali in disuso o tra un ristorante e l’altro. E francamente il cibo non era molto invitante. Per un’esperienza di street food autentica vi suggerisco piuttosto un tour nel quartiere vecchio di Hanoi (o ancora meglio in Thailandia, a Bangkok. Ma questa è un’altra storia).

Cosa mettere in valigia per andare a Phu Quoc

Se per il vostro viaggio prevedete di fare soprattutto mare, preparare la valigia per Phu Quoc è piuttosto semplice: portate abiti leggeri, costumi da bagno e tutto il necessario per la spiaggia, scarpette da scoglio nel caso abbiate intenzione di fare snorkeling, maschera e boccaglio. 

Una giacca a vento impermeabile e qualche maglia a maniche lunghe fanno sempre comodo per ripararsi dall’aria condizionata nei locali al chiuso, così come sui taxi, su cui è facile imbattersi in shock termici rischiosissimi (la maledizione del viaggiatore è sempre dietro l’angolo! 🚽).

Per le escursioni nell’entroterra suggerisco di portare scarpe da ginnastica o scarponcini, andare in giro in ciabatte tra la vegetazione tropicale secondo me non è una grande idea. Utile anche un repellente per gli insetti, anche se per la verità io trovo che ci siano più zanzare sul mio terrazzo di casa che non nei giardini tropicali del Vietnam. 

Se viaggiate in bassa stagione o a ridosso del periodo delle piogge, indispensabile un ombrello: ve li presteranno facilmente in hotel, ma se vi viene il dubbio di mettere in valigia il vostro, per ogni buon conto portatelo.

Prezzi a Phu Quoc

In Vietnam il costo della vita è basso rispetto agli standard occidentali, ma rispetto al resto del delta del Mekong i prezzi a Phu Quoc sono in media leggermente più alti secondo me, sia nei ristoranti, sia per gli spostamenti in taxi. Alcuni esempi: per un panino vietnamita (buono) si spendono 100.000-120.000 dong (=3-4 €), mentre per una cena in un locale vietnamita con due portate principali, un antipasto e due birre potreste spendere all’incirca 230.000 dong in due (=7,50-8 €). Una grigliata mista di verdure e spiedini di carne in un ristorante più turistico può costare all’incirca 480.000 dong in due (16 €). 

Spostarsi in taxi è abbastanza economico, ma più caro rispetto al delta: per andare da Long Beach a Sunnworld per prendere la funivia o fino al porto di An Thoi il costo è di circa 250.000-300.000 dong solo andata (8-10 €). Che di per sé non è un costo insostenibile, ma se volete spostarvi per più giorni di seguito alla fin fine si spende un po’. 

Vale la pena fare un cenno anche sui prezzi nei supermercati e grandi magazzini. A Phu Quoc ci sono diversi negozi grandi, frequentati per lo più dai turisti e quindi con i prezzi leggermente adeguati in questo senso. Fra quelli in cui sono stata in zona Long Beach, il più conveniente mi è sembrato il King Kong Market. Se prendiamo ad esempio il prezzo di una confezione di caffè macinato vietnamita da preparare nel phin (la “moka” tipica, usata soprattutto nelle regioni nel nord, meno diffusa al sud), ho trovato prezzi piuttosto diversi da un negozio all’altro: si va dagli 82.000 dong del King Kong Market ai 105.000 dong del Long Beach Mart (dai 2,70 ai 3,50 €, quasi il 30% in più). 

Come evitare le trappole per turisti

Un paio di cose e a cui stare attenti in Vietnam per evitare piccole fregature. Innanzitutto i prezzi dei taxi: è consigliabile usare le app per prenotare gli spostamenti, perché i tassisti tendono a proporre prezzi gonfiati e a meno di non essere abili a contrattare si rischia di pagare più del dovuto. Con le app come Grab, Xahm Sm e Nam Thang invece le tariffe sono già fissate. 

Nei posti dove vendono souvenir, come bancarelle e mercati, i commercianti tendono ad alzare i prezzi per gli stranieri, quindi è necessario contrattare almeno un po’. Questo può capitare però anche in alcuni negozi in cui apparentemente i prezzi dovrebbero essere esposti e già fissati, fate attenzione. Vi faccio un esempio. In un supermercato abbastanza piccolo io e Luca avevamo trovato le caffettiere vietnamite e volevamo acquistarne alcune da regalare: una volta in cassa la commessa ci ha sparato un prezzo doppio rispetto a quello esposto. Di fronte al nostro rifiuto ha abbassato la cifra, ma non ha voluto vendercele allo stesso prezzo che aveva in esposizione. Abbiamo gentilmente declinato l’offerta. Meglio andare nei negozi grandi quindi, dove i prezzi sono imposti ed è improbabile che qualcuno li cambi all’ultimo momento vedendo che siete occidentali 🙂

Come relazionarsi con la cultura locale

Infine, qualche suggerimento su come interagire con le persone e con la cultura locale, perché il rischio di fare qualche gaffe o comportarsi in modo inadeguato è sempre dietro l’angolo. Innanzitutto tenete a mente che i vietnamiti e le popolazioni asiatiche in generale apprezzano un atteggiamento discreto in pubblico, quindi è meglio evitare le effusioni di coppia quando ci si trova in mezzo alle persone. Anche in tema di abbigliamento, sebbene ci sia una certa tolleranza, è preferibile evitare di andare in giro con abiti molto succinti. Difficilmente infatti vedrete in giro donne vietnamite con indumenti scollati o gonne molto corte.

Quando vi relazionate con i locali, sorrisi e saluti educati sono sempre molto apprezzati. Se volete fotografare le persone, chiedete prima il permesso e quando fate acquisti cercate di non contrattare sempre o fino all’osso per risparmiare quelli che, tradotti nella nostra moneta, non sono che pochi centesimi.

Assicurazione viaggi per il Vietnam

In caso di imprevisti o problemi di salute l’assicurazione viaggi è indispensabile per andare in Vietnam, come sottolinea anche il Ministero degli esteri sul sito Viaggiare Sicuri. Le strutture sanitarie infatti sono di livello inferiore (se non proprio basso) rispetto agli standard europei, e sull’isola di Phu Quoc potrebbero non essere disponibili alcuni servizi sanitari, per cui potrebbe essere necessario raggiungere città più grandi come Can Tho oppure Ho Chi Minh City per certe cure. Altro capitolo poi è quello legato agli imprevisti di viaggio come la perdita dei bagagli o dei servizi, che può causare diverse seccature se non si è assicurati. Se volete approfondire questi aspetti, leggete anche l’articolo su come funzionano le assicurazioni viaggi.

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Per completare il viaggio: il sud del Vietnam e il delta del Mekong

Secondo me un viaggio a Phu Quoc non sarebbe completo senza visitare il sud del Vietnam e il delta del Mekong o, ancor meglio, anche le aree principali del nord e del centro. In effetti di norma il soggiorno a Phu Quoc è per molti l’ultima tappa riposante di un itinerario più lungo attraverso il paese, da nord a sud, e secondo me è buona scelta. Prendere un lungo volo dall’Italia per trascorrere l’intera vacanza sull’isola sarebbe limitante. Il Vietnam infatti offre tante possibilità di viaggio diverse a seconda delle proprie inclinazioni: ve ne parlo in modo approfondito negli articoli su cosa vedere in Vietnam da nord a sud e in quello dedicato all’itinerario lungo il delta del Mekong. Tentare di riassumere in poche righe la ricchezza culturale, storica e naturalistica di una nazione intera risulterebbe superficiale, per cui vi invito a leggerli così potete farvi un’idea.

Domande frequenti

Vale la pena andare a Phu Quoc?

È difficile rispondere a questa domanda senza includere un “dipende”. In generale secondo me sì, vale la pena andare a Phu Quoc soprattutto se avete già in programma un viaggio in Vietnam e se durante il vostro itinerario volete trascorrere del tempo in una destinazione per il relax, con spiagge tropicali affacciate sul tramonto e la comodità di un resort sulla spiaggia. L’ideale secondo me è andare a Phu Quoc al termine di un itinerario in Vietnam, dopo aver toccato le città principali (es. Hanoi, Ho Chi Minh City e Hoi An, solo per citare le più note) e le aree naturalistiche più interessanti, come le regioni montuose del nord o il delta del Mekong, territorio d’acqua, risaie e autenticità.

L’isola di Phu Quoc da sola però a mio parere e in tutta onestà non vale un viaggio dall’Italia. A chi vuole trascorrere una vacanza al mare su un’isola tropicale, sulla base della mia esperienza consiglierei piuttosto altre destinazioni, come Bali, il sud della Thailandia o lo Sri Lanka.

Com’è il mare a Phu Quoc?

Il mare a Phu Quoc, immersa nel Golfo del Siam, durante la stagione secca è caldo, calmo e turchese, con fondali di sabbia chiara e luminosa. Le condizioni però possono essere molto differenti a seconda della stagione e in base alle zone. Quando ci sono stata io in ottobre, a ridosso della stagione delle piogge, il mare era molto mosso e poco balneabile. Le spiagge sono abbastanza pulite nelle zone limitrofe dei resort, dove il personale si prende cura della raccolta dei rifiuti portati dal mare o abbandonati per incuranza e che purtroppo, come in molte altre destinazioni dell’Asia, imbruttiscono anche i litorali più belli.

Cosa fare la sera a Phu Quoc?

Una delle cose più interessanti da fare a Phu Quoc la sera è visitare il mercato notturno di Duong Dong, molto animato, dove gustare la cucina tipica dell’isola e fare piccoli acquisti. Nella zona sud invece, a Sunset Town, al tramonto si svolgono show multimediali come il Kiss of The Sea. A Grandworld, nel nord, la sera si tengono degli spettacoli di luci, mentre in diversi punti dell’isola è possibile assistere agli spettacoli di marionette sull’acqua, una tradizione che per la verità proviene dalle regioni del nord del Vietnam. Nel caso non aveste occasione di vederli altrove (l’ideale sarebbe ad Hanoi, ma anche quelli che si tengono a Saigon sono una valida alternativa), può essere un modo interessante per trascorrere una serata.

In conclusione spero che questo articolo vi sia stato utile per organizzare la vostra vacanza a Phu Quoc. Vi invito a proseguire la lettura sul blog con gli altri articoli dedicati al Vietnam e infine a iscrivervi alla mia newsletter di viaggi EliMail. Arriva circa una volta al mese.

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elimeli blog di viaggi elisa malisan
Elisa Malisan
Autrice

Marketing, communications & PR manager professionista, specializzata in content strategy e SEO writing.
Esperta di viaggi in sudest asiatico, appassionata di cultura orientale, città d’arte ed escursioni in montagna.
Viaggio e scrivo, non sempre in quest’ordine.

elimeli blog di viaggi luca braidotti
Luca Braidotti
Co-autore

Tatuatore professionista, viaggiatore, artista visivo.
Appassionato di cultura orientale e di sudest asiatico, insieme a Elisa sono co-autore del blog: creo video, pitture e stampe artistiche ispirate ai nostri viaggi.

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Esperta di viaggi in sudest asiatico, appassionata di cultura orientale, città d’arte ed escursioni in montagna.
Viaggio e scrivo, non sempre in quest’ordine.

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Luca Braidotti
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Appassionato di cultura orientale e di sudest asiatico, insieme a Elisa sono co-autore del blog: creo video, pitture e stampe artistiche ispirate ai nostri viaggi.

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