Phi Phi Island (Phi Phi Don, in thailandese) è l’isola principale dell’arcipelago omonimo costituito da 6 isole tropicali a sud di Phuket, nella provincia di Krabi, destinazione fra le più conosciute della Thailandia per la bellezza delle spiagge e dei fondali marini. In questo articolo vi racconto cosa le rende così speciali e perché dovreste includerle nel vostro itinerario in Thailandia del sud. Nei prossimi paragrafi troverete tutte le informazioni su quando andare e come arrivare nell’arcipelago, e un’idea di quanto può costare un’escursione o un breve soggiorno.
In questa guida breve alle Phi Phi Island troverete tutte le informazioni utili per:
- sapere come arrivare nell’arcipelago
- fare un’escursione in giornata nell’arcipelago delle isole Phi Phi partendo da Phuket o Krabi
- organizzare un soggiorno di 2-3 giorni a Phi Phi Island
- sapere quanto costa andare.
Se dovessi raccontarle con una parola o due, sceglierei “turchese” e “acquamarina”, colori ai quali si dà veramente un senso solo quando il motoscafo rallenta per attraccare alle Phi Phi. Le sfumature del mare al largo di queste spiagge sono pure, trasparenti, cangianti al tempo stesso.
La più grande delle isole, Ko Phi Phi Don, si trova a 48 km a est di Phuket. È l’unica abitata delle sei che compongono l’arcipelago, e insieme a Phi Phi Leh rappresenta una delle destinazioni più apprezzate della Thailandia. Diventate famose anche grazie al film The Beach, girato sulla spiaggia di Maya Bay a Phi Phi Leh (di cui parleremo fra poco), le isole dell’arcipelago fanno parte del parco marino nazionale Hat Nappharat Thara-Mu Ko Phi Phi National Park.
Indice dei contenuti
ToggleCome si arriva a Ko Phi
L’unico modo per arrivare a Phi Phi Island è, naturalmente, via mare.
Il motoscafo è il mezzo più veloce per raggiungere l’arcipelago e normalmente è quello impiegato dai tour operator locali per le escursioni in giornata. In alternativa si può prendere il traghetto. Quanto tempo ci vuole:
- Da Phuket: 1 ora di motoscafo o 2 ore di traghetto
- Da Krabi: 1 ora di motoscafo o 2 ore di traghetto
- Da Koh Lanta: 30 minuti di motoscafo o 1 ora di traghetto.
Quando andare a Phi Phi Island
Nel mare delle Andamane e in tutta la Thailandia fa caldo tutto l’anno: il clima è tropicale, caratterizzato da tre stagioni.
- Il periodo migliore per andare alle Phi Phi è la stagione fresca, da novembre a febbraio, con temperature intorno ai 27-30° C.
- Il periodo da marzo a maggio corrisponde alla stagione calda, in cui le temperature sono in media più alte e possono arrivare a 35° C e oltre.
- La stagione delle piogge, che generalmente va da maggio a ottobre, è il periodo meno indicato per visitare queste isole. Il mare delle Andamane è la zona più esposta al monsone di sud-ovest, che porta piogge torrenziali, temporali e trombe d’aria. Sebbene anche durante questi mesi le isole Phi Phi rimangano aperte al turismo, i collegamenti via mare possono essere interrotti a causa delle condizioni meteo.
Per un approfondimento su quando andare in Thailandia e quali zone scegliere in base alla stagione, date un’occhiata anche a questo articolo.
Chiusura estiva di Maya Bay
Maya Bay è stata chiusa al turismo per quasi quattro anni, dal 2018 al 2021, per permettere all’ambiente naturale di rigenerarsi dai danni di un turismo incontrollato che ha distrutto la barriera corallina e i fondali marini. Dopo la riapertura, il governo thailandese ha deciso chiudere l’accesso ai turisti una volta all’anno, durante la stagione delle piogge, per permettere all’ambiente marino e terrestre di prendersi una pausa.
Cosa vedere e fare
La natura è regina alle isole Ko Phi Phi, con faraglioni a strapiombo sul mare, foreste, fauna terrestre e marina. Chi fa immersioni può scoprire qui alcuni dei fondali più belli del mondo, chi ama l’effetto calmante delle spiagge bianche troverà senz’altro un angolo quieto in cui prendere il sole o passeggiare. E la movida, c’è pure quella: la sera a Phi Phi Don ogni locale si scatena con musica e intrattenimenti. Da fare e vedere ce n’è dunque, vediamo nel dettaglio cosa e dove.
Ko Phi Phi Don

È costituita da due isole tenute insieme da un lembo di terra, dove si sviluppano il centro abitato e il porto principale dell’arcipelago. Quando si approda al porto Ao Ton Sai Pier si viene accolti da locali, ristoranti e negozi di souvenir. Ai lati si sviluppa la spiaggia Ao Ton Sai, ma i turisti che vogliono fermarsi a prendere il sole non si fermano qui di solito, preferiscono andare a Ao Loh Dalum Beach, che si estende simmetrica sul versante nord. È più tranquilla, sgombra dai motoscafi, incorniciata dai faraglioni.
Fra i due lembi di costa si sviluppa il villaggio Ton Sai, piccolo ma vivacissimo, dove si concentra una quantità di locali e strutture ricettive che mai avrei immaginato. Arrivando qui si intuisce facilmente come l’overtourism rischi di diventare (di nuovo) un problema serio per l’isola1, che già negli anni successivi alle riprese di The Beach era stata presa d’assalto, con conseguenze disastrose per l’ambiente. Però la bellezza di Phi Phi Don è grandiosa, non sorprende che tutti vogliano andarci. Io stessa posso dirvi che questo è uno dei pochi posti al mondo ad essermi piaciuto nonostante i barconi di turisti e il chiasso (dell’ora di pranzo, in bassa stagione. Figuriamoci come può essere quello notturno!).
Durante l’escursione in giornata che ho fatto non sono riuscita a vedere gli altri posti principali di Phi Phi Don, ma ve li segnalo ugualmente:
- Long Beach (Hat Yao), a sud est del porto, è considerata la migliore spiaggia dell’isola, con sabbia bianca e la barriera corallina a poca distanza da riva. La mia guida di viaggio la definisce “piena di alberghi e molto affollata”, però almeno un salto potrebbe valere la pena farlo, se non altro per vederla.
- A quindici minuti di cammino da Ao Loh Dalum Beach c’è un belvedere circondato da un giardino tropicale. Da lì si può proseguire a piedi e raggiungere tre baie più tranquille della precedente, in cui si può fare snorkeling: Ao Toh Ko, Hat Rantee e Hat Pak Nam. Ci vuole mezz’ora di cammino su sentieri.
Ko Phi Phi Leh

Molto più piccola della precedente, l’isola Ko Phi Phi Leh è la destinazione principale di quasi tutte le escursioni giornaliere, dove si fa tappa per visitare Maya Bay, la spiaggia del film The Beach con Di Caprio. Mi ero sempre chiesta se fosse davvero così bella, e dopo esserci stata posso dirvi che va oltre le aspettative. Il colore del Mare delle Andamane è sorprendente già dal porticciolo di attracco, sul versante sud dell’isola. Una volta scesi si attraversa l’interno su una passerella in legno che porta sul lato nord, a Maya Bay. Il tragitto è breve ma lento, perché la verità è che qui si fermano tantissime barche da cui si riversano decine di persone ciascuna.
Si supera l’ingresso al parco naturale, dove per entrare si paga un ticket di 400 baht a persona (circa 10 €), e poi un belvedere affacciato sulla spiaggia. Poco più avanti si mettono finalmente i piedi nella sabbia. Al termine della passerella le infradito lasciate lì non si contano, meglio tenere le proprie in mano e proseguire. Confonderle con altre è un attimo. Più avanti sul lungomare ogni coppia o gruppo tenta di cogliere l’attimo senza passanti davanti alla fotocamera, per dar l’idea di trovarsi lì con un ritaglio di paradiso tutto per sé. Impresa non facile a Maya Bay.
Ci si ferma il tempo di qualche scatto e di bagnare i polpacci nell’acqua caldissima. A Maya Bay non si può fare il bagno, ci sono tanto di guardiani armati di fischietto diabolico a tener d’occhio i turisti e a gridar loro di uscire dall’acqua se osano immergersi. Eppure, nonostante la folla, il chiasso e i guardiani, le sfumature acquamarina e topazio di questa baia riconciliano con il mondo.
Dopo questa tappa si riprende il motoscafo per proseguire verso gli altri due posti da vedere a Phi Phi Leh. Il primo è Pi Leh Bay, una baia di un colore turchese irreale. Non è photoshoppato, credetemi.
La seconda sosta si fa al largo della Grotta dei Vichinghi (Viking Cave), chiamata così, anche se erroneamente, per i graffiti disegnati al suo interno quattrocento anni fa, che raffigurano imbarcazioni cinesi e la raccolta di nidi di rondine.


La raccolta dei nidi di rondine
La raccolta dei nidi di rondine è un’attività molto redditizia in Thailandia. I nidi vengono raccolti e venduti a peso d’oro (fino a 500 €/kg) per preparare una zuppa molto apprezzata da cinesi e orientali per le presunte proprietà energetiche e afrodisiache.
Nelle zone come Phi Phi Leh, le rondini nidificano all’interno di grotte calcaree o scogliere a strapiombo sul mare e i raccoglitori usano pali o impalcature in legno per raccoglierli, con evidenti rischi per la sicurezza: a volte si devono arrampicare a centinaia di metri di altezza e il rischio di incidenti non è improbabile.
Ogni volta che un nido viene preso, le coppie di rondini ricominciano da capo e finché la raccolta non era regolamentata questo si ripeteva più e più volte. Oltre ad essere pericoloso per le persone, ad ogni ricostruzione anche i nidi perdevano di valore economico. Essi infatti sono formati da ramoscelli tenuti insieme da un filo di saliva continuo prodotto dalla femmina: si ritiene sia quello ad avere proprietà afrodisiache, e più è puro, più è pregiato. Ogni volta la rondine si sforza fisicamente per produrre la saliva, fino a sputare letteralmente sangue se lo deve rifare troppe volte. Oggi quindi i raccoglitori hanno il permesso di prendere solo i primi due nidi prodotti da ogni coppia di rondini. Il terzo lo si lascia dov’è, in modo da lasciarle finalmente deporre le uova.
Ko Mai Pai (Bamboo Island)

Solitamente ultima tappa delle escursioni in motoscafo, Ko Mai Pai, chiamata anche Bamboo Island per le piante che incorniciano la spiaggia, è il posto dove vorrei andare rifugiarmi al termine di una giornata stressante. Non c’è nulla se non qualche roccia di granito sulla spiaggia e l’orizzonte interrotto da alcuni faraglioni lontani. Qui si può fare il bagno, l’acqua è calda, calma, rasserenante, rinfranca dal sole che incenerisce la testa. Non c’è ombra nel primo pomeriggio, per trovarla ci si deve addentrare fra i sentieri dell’entroterra, ombreggiati da una vegetazione generosa.
In maggio si può rimanere fino alle tre e mezza del pomeriggio, non più tardi, perché poi la bassa marea si ritira così tanto che per riprendere il largo le barche rischierebbero di rovinare il fondale. Alle 15.30 puntuali, i guardiani sfoderano lo stesso diabolico fischietto dei colleghi di Maya Bay e danno il segnale che è ora togliere il disturbo. Si rientra rapidi con il vento a favore, quarantacinque minuti e Phuket è già all’orizzonte.

Come avrete capito dai paragrafi precedenti, le opzioni per visitare l’arcipelago sono due: si può fare un’escursione in giornata oppure pernottare per qualche giorno a Phi Phi Don, dove ci sono molti resort. Io ci sono stata in giornata con un tour organizzato da un’agenzia locale, ma se avrò la possibilità di tornare mi piacerebbe fermarmi di più nell’arcipelago. Il tour di un giorno infatti fa tappa solo nei posti più importanti. La soluzione ottimale secondo me è fermarsi due o tre giorni a Phi Phi Don e da lì prendere una barca a coda lunga (long boat) per raggiungere le altre isole dell’arcipelago.
Quanto costa andare a Phi Phi Island
Escursione in giornata
Partendo da Phuket, il costo di un tour giornaliero dell’arcipelago è di circa 3600-3900 baht a persona, 90-100 € circa. Alcune agenzie organizzano la partenza anche da Khao Lak, cittadina a 95 km a nord di Phuket, per 3900-4200 bhat (100-110 €). La quota di solito include il prelievo nel proprio hotel o in un punto di ritrovo, trasferimento in pullman fino al porto, tutti i trasferimenti in motoscafo, attrezzatura da snorkeling (maschera, boccaglio e pinne), snack con frutta fresca, acqua e bibite a bordo, pranzo a buffet. I ticket di ingresso per i parchi naturali (Maya Bay e Bamboo Island) normalmente sono inclusi nel prezzo.
I costi sono indicativi.
Come prenotare un’escursione a Koh Phi Phi
- Se organizzate il viaggio in autonomia e preferite prenotare l’escursione alle Phi Phi prima di partire, potete contattarmi qui: ho un elenco di agenzie locali affidabili con guide che parlano italiano che mi ha fornito l’Ente del Turismo Thailandese di Roma, a cui ci si può rivolgere anche come privati per prenotare itinerari o escursioni.
- In alternativa, è facile prenotare tramite gli alberghi: di solito vicino alla reception ci sono dei punti di informazione a cui ci si può rivolgere per le escursioni.
- A Phuket e nelle principali destinazioni turistiche come Khao Lak, Krabi o Koh Lanta si trovano molte agenzie locali. Se i tour operator sono seri, è probabile tuttavia che i costi delle escursioni siano più o meno gli stessi che vi ho indicato nel paragrafo precedente. Diffidate invece dai procacciatori d’affari che le offrono a prezzo stracciato, non è improbabile incappare in gente poco affidabile o qualche tentativo di truffa.
- Infine, se preferite potete anche prenotare le escursioni online tramite Get Your Guide. I prezzi variano molto in base alla durata (es. mezza giornata o giornata intera), al tipo di barca e ai servizi inclusi. Io non le ho provate in prima persona in questa occasione, ma con Get Your Guide fino adesso mi sono sempre trovata bene. Di seguito ho selezionato per voi quelle più apprezzate dai viaggiatori.
Vacanza di 3 giorni
Facendo un calcolo approssimativo, per una vacanza di 3 giorni/2 notti a Phi Phi Island in bassa stagione (es. aprile-maggio) direi che si possono spendere circa 450 € per due persone. Nel calcolo ho incluso:
- Trasferimento in traghetto da Phuket a Phi Phi Don (2 ore di viaggio): 30 € (A/R) prenotando online con 12goAsia
- 2 notti in hotel a Phi Phi Don: 70 € a notte per camera doppia con prima colazione. Su Booking gli hotel di fascia media costano circa 60-90 € a notte.
- le escursioni giornaliere in long boat con partenza da Phi Phi Don (es. con Get Your Guide): i costi possono essere molto variabili, a seconda della durata e del livello di comfort del servizio. Facendo una media, stimerei circa 50 € a testa.
- I pasti: anche in questo caso i prezzi possono essere molto diversi. Per un pasto medio a Phi Phi Don, essendo un posto turistico, mi terrei larga con il budget e stimerei 25 € al giorno, a testa.
Chiaramente poi al preventivo bisogna aggiungere il costo dei biglietti aerei per arrivare a Bangkok, eventualmente il volo interno fino a Phuket e il resto dei costi di viaggio. Per farvi un’idea più completa di quanto si spende per un viaggio in Thailandia (10-15 giorni) date un’occhiata all’approfondimento dedicato: i conti nero su bianco, senza tanti peli sulla lingua.
Assicurazione viaggio
Prima di partire non dimenticate di fare l’assicurazione per la Thailandia: durante un viaggio ci si muove tanto e si possono fare anche diverse attività sportive. Oltre alla copertura sanitaria standard è possibile personalizzare la polizza con le coperture per attività sportive come snorkeling, immersioni o trekking. Anche una semplice storta o uno scivolone quando si è in viaggio possono essere delle seccature non da poco se non si è assicurati.
Con Heymondo potete aggiungere anche la copertura per l’attrezzatura elettronica (fotocamera, GoPro, smartphone, ecc.) in base ai vostri programmi di viaggio.
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(Conviene approfittarne, di solito lo sconto è del 10%).
Spero di essere riuscita a raccontarvi tutto ciò che volevate sapere su questo magnifico arcipelago. Se vi è rimasto qualche dubbio o curiosità, scrivetemi pure nei commenti. Chi lo desidera, può anche scaricare la guida breve alle Phi Phi Islands che ho preparato in PDF.
Se questo arcipelago della Thailandia vi ha affascinati e amate i viaggi all’insegna della natura, vi consiglio di dare un’occhiata anche all’articolo sul parco nazionale di Khao Sok, perla selvaggia di foresta, roccia e acqua dolce, dove potreste fare tappa durante un viaggio nelle regioni meridionali del Paese. Infine, per restare aggiornati sui nuovi approfondimenti dedicati alla Thailandia e al mio amato sudest asiatico vi invito a iscrivervi alla newsletter EliMail: arriva una volta al mese.
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