Chiang Mai è una città giovane, cosmopolita e accogliente, da cui è facile rimanere affascinati anche nel giro di pochissimi giorni. Pur essendo grande (è la seconda città più importante della Thailandia), Chiang Mai è più rilassata della capitale Bangkok, che pur ho trovato ammaliante, ma impegnativa e per certi aspetti più ruvida. A Chiang Mai il traffico è più vivibile, il centro ha strade a solo due corsie ed è disseminato di templi, templi ovunque, mercati, ristoranti, centri per massaggi, boutique hotel. In città, così come nei dintorni, le attrattive sono molte. In questo articolo dunque vi racconto cosa fare e vedere a Chiang Mai e dintorni, e qualche curiosità sulla “città nuova” della Thailandia.
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ToggleIl centro storico di Chiang Mai
Fu fondata nel 1296 come capitale del regno Lanna, il suo nome significa “città nuova”, appunto, e da allora è la città più importante e sviluppata del nord della Thailandia. Il carattere mite di Chiang Mai si apprezza soprattutto girando a piedi o in bicicletta in centro storico, delimitato da un fossato antico e pieno d’acqua, dove ci sono ancora alcune costruzioni tradizionali in legno, mentre gli edifici nuovi non sono più alti di quattro piani. Il paesaggio urbano è inframezzato da angoli di verde, giardini e piante che trionfano rigogliose ai lati delle strade, cariche di frutti di mango grandi come palle da football. L’anima più genuina e amabile della città mi par proprio questa, incorniciata da grovigli di cavi elettrici come solo in sud est asiatico.

Alcuni riferimenti geografici. La parte est della città, verso Porta Tha Pae, è quella dove si concentrano la maggior parte dei locali, negozi e alloggi per turisti. Poco oltre la porta, prima di raggiungere la sponda del fiume Ping (principale affluente del Chao Phraya di Bangkok) ci sono anche due dei mercati più importanti: Warorot Market e Night Bazaar. Nell’area ovest del centro storico si trovano invece i due templi principali (Wat Phra Singh, Wat Chedi Luang) ed è una zona più tranquilla in cui soggiornare. Io e Luca l’avevamo scelta per questo e perché è l’area più prossima a Wat Phra Doi Suthep e Wat Pha Lat, due templi poco fuori città, fra le colline. Ci tenevamo a visitarli. Di dove alloggiare a Chiang Mai parleremo alla fine dell’articolo.
Fra le cose da vedere a Chiang Mai ci sono appunto soprattutto templi e mercati, elementi pulsanti della vita cittadina. Attorno ad essi si svolgono attività ordinarie e straordinarie: preghiere e rituali, contrattazioni, momenti di raccoglimento e piccole “truffe” per turisti. Non si può dire di aver visitato Chiang Mai senza essere stati (almeno) in un paio di templi e un paio di mercati.
Templi a Chiang Mai
I tre templi più importanti (Wat Phra Singh, Wat Chedi Luang e Wat Chiang Man) furono costruiti durante il periodo d’oro della città, sotto il governo di re Mengrai, fondatore della dinastia Lanna che regnò sulle regioni del nord per oltre duecento anni.
Wat Phra Singh
È il primo che ho visitato e il suo chedi dorato ancora mi abbaglia ripensandoci mentre tentavo di fotografarlo sotto il sole del primo pomeriggio. Wat Phra Singh è il tempio più suggestivo del centro storico e secondo me uno dei posti da vedere assolutamente a Chiang Mai. È considerato uno dei migliori esempi di architettura in stile Lanna del nord della Thailandia e al suo interno è custodita una statua molto venerata, quella del Buddha “Leone” (Phra Singh Buddha). Il complesso è costituito da diversi edifici, fra cui vi segnalo quello in legno della biblioteca, sulla destra subito dopo l’ingresso principale.

Info per visitare il tempio
- Indirizzo: 2 Samlarn Rd, Phra Sing, Mueang Chiang Mai District
- Ingresso: gratuito
- Orari di apertura: tutti i giorni 09.00-18.00.
Wat Chedi Luang
È il secondo tempio più importante di Chiang Mai, in cui si trova un enorme chedi costruito nel 1421 per custodire le ceneri di re Ku Na. La costruzione tuttavia è fatiscente, distrutta da un terremoto poco più di un secolo dopo. Ancora oggi è in rifacimento e davanti all’edificio si raccolgono le offerte per terminare la ricostruzione. Nonostante il suo aspetto incompleto, i thailandesi vengono a pregare e portare molte donazioni in questo luogo sacro perché qui fu custodito per ottanta anni il veneratissimo Buddha di Smeraldo che oggi si trova al Wat Phra Kaeo, nel Palazzo Reale di Bangkok. All’interno di una delle nicchie del grande chedi al posto della statua originale ora c’è una copia.

Info per visitare il tempio
- Indirizzo: 103 Prapokkloa Rd, Tambon Si Phum, Mueang Chiang Mai District
- Biglietto di ingresso: 50 bhat
- Orari di apertura: tutti i giorni 05.00-22.00.
Prendere tempo. Perdere tempo.
Il mio ricordo più interessante della visita al Wat Chedi Luang però non ha tanto a che fare con epoche storiche o i re che hanno costruito questo o quello, quanto con la benedizione a cui io e Luca abbiamo assistito casualmente mentre riposavamo su una panchina vicina al chedi, fiaccati come due gomme di bicicletta bucate dai trentotto gradi del pomeriggio. Poco lontano da noi, due ragazze dai capelli neri e lucidi, un gruppetto di monaci in tunica arancio, e due scooter nuovi di zecca pronti per ricevere i migliori auspici dal monaco più anziano. Un rituale lento e minuzioso per benedire i due mezzi con tanto di acqua santa e foglia d’oro attaccata sulla carrozzeria, sopra il fanale.

Wat Phan Tao
Si trova accanto al Wat Chedi Luang ed è uno dei templi più antichi della città. Il Wat Phan Tao è considerato un piccolo gioiello nascosto per il viharn (sala delle assemblee di un sito religioso) in legno di teak, uno dei pochi rimasti a Chiang Mai.
Info per visitare il tempio
- Indirizzo: 105 Prapokkloa Rd, Tambon Si Phum, Mueang Chiang Mai District
- Ingresso: gratuito
- Orari di apertura: tutti i giorni 08.00-19.00.
Wat Pha Lat
Di tutti i templi che ho visitato in Thailandia e in sud est asiatico (e non sono pochi), il Wat Pha Lat per me è uno dei più belli. Immerso nella foresta, è la prima tappa del Monk’s Trail, un percorso a piedi che monaci e fedeli percorrono per raggiungere il Wat Phra That Doi Suthep, il santuario più venerato del nord della Thailandia. Wat Pha Lat ha ancora la fortuna di vivere all’ombra di Doi Suthep, è ancora un luogo di raccoglimento e silenzio, non troppo affollato da instagramers e turisti armati di bastoni per i selfie. Ci si può perdere fra statue, templi e il canto degli uccelli concedendosi il lusso di perdere più tempo del previsto.


Il punto in cui inizia il Monk’s Trail si può raggiungere in tuk tuk o taxi, basta chiedere all’autista. Il tempio si trova a circa mezz’ora di cammino, il sentiero è facile e ben visibile. Andarci a piedi anziché in auto è di grande suggestione: costruito su più livelli in mezzo alla giungla, ai lati di un torrente allegro, Wat Pha Lat appare senza tempo, custodito dai naga ai lati delle gradinate che portano agli edifici sacri.
I naga a Chiang Mai
I naga sono dei serpenti che nella cultura asiatica (induista, buddista e jainista) spesso accompagnano i santi e le divinità. A Chiang Mai noterete che si trovano un po’ ovunque, soprattutto nei templi e nei santuari, dove enormi teste e corpi lunghissimi si distendono sulle gradinate di accesso ai luoghi religiosi. Sono delle figure semidivine che vivono nelle acque e nella terra, talvolta si possono trovare anche raffigurate con cinque o sette teste.

Wat Phrathat Doi Suthep
Questo tempio sorge a metà quota sul monte Doi Suthep, appunto, ed è uno dei più importanti da visitare a Chiang Mai: è molto venerato per la presenza di una reliquia magica, custodita all’interno del chedi principale. Di conseguenza è un santuario molto frequentato sia da fedeli che turisti, siate preparati ad una visita piuttosto affollata. Per un po’ di tranquillità in più, forse è meglio andarci la mattina presto o la sera. Proseguendo sul Monk’s Trail dal Wat Pha Lat ci si può arrivare a piedi, ma la seconda parte del percorso a quanto ne so è più impegnativa in termini di tempo e fatica. Più comodo prendere un taxi o un songthaew e fare a piedi solo i trecento gradini che conducono al santuario, fiancheggiati anch’essi da imponenti naga. All’interno del tempio vale la pena fermarsi a osservare i fedeli portare omaggi intorno al grande chedi, monaci e novizi in preghiera, turisti intenti a farsi i le foto sulla terrazza panoramica. Dicono che da lì si veda tutta la città, ma il giorno in cui ci sono stata io il cielo era coperto. Peccato.


Info per visitare il tempio
- Indirizzo: Suthep, Distretto di Mueang Chiang Mai
- Ingresso: gratuito
- Orari di apertura: tutti i giorni 06.00-20.00.
Il Monk’s Trail per Doi Suthep (un errore da evitare)
Se avete intenzione di percorrere a piedi il Monk’s Trail fino a Doi Suthep, considerate di dedicare una giornata intera per la camminata e la visita ai due santuari. Noi infatti ci siamo resi conto a nostre spese (letteralmente) che in mezza giornata non era fattibile. Iniziando l’escursione nel primo pomeriggio, dopo aver visitato il Wat Pha Lat abbiamo capito che era troppo tardi per andare a piedi anche a Doi Suthep. Avremmo rischiato di arrivare a ridosso dell’orario di chiusura e non eravamo sicuri trovare un mezzo per tornare a Chiang Mai così tardi. Ci siamo lasciati trasportare un po’ dall’ansia di non vedere il santuario e così abbiamo deciso di prendere un taxi privato per andarci in auto: ce n’erano un paio in attesa fuori dal Wat Pha Lat. L’errore è stato accettare in toto la proposta dell’autista: accompagnarci al santuario, restare ad aspettarci mentre lo visitavamo (ci ha dato 40 minuti di tempo) e poi riaccompagnarci in auto in albergo. Il tutto pattuito (e pagato in anticipo, ovviamente) prima di partire per Doi Suthep: 600 bhat (15,70 € circa), una cifra esorbitante se paragonata ai prezzi dei trasporti in Thailandia.
Di fatto, ed è il motivo per cui vi racconto l’episodio, sarebbe bastato concordare il viaggio di sola andata: nel parcheggio davanti a Doi Suthep ci sono un sacco di taxi e songthaew che fanno servizio di rientro a Chiang Mai fino a Porta Tha Phae per 100 bhat, l’equivalente di 2,60 €. Ma soprattutto avremmo potuto visitare il tempio senza la pressa di stare entro i quaranta minuti concordati con l’autista. Ancora me ne pento.
Mercati a Chiang Mai e street food
Nella lista di cose da fare a Chiang Mai è imperativo aggiungere un giro nei mercati, perno di molte attività quotidiane. Fra i mercati ufficiali, alcuni sono ormai soprattutto a uso e consumo degli stranieri, in particolare il Night Bazaar e del Sunday Night Market, frequentati in buona parte da turisti. In ogni caso, vale la pena andarci per vivere l’atmosfera cosmopolita della città, incontrare altri viaggiatori, e magari fare un po’ di shopping, anche se i souvenir in vendita in molti casi non sono particolarmente originali. Da non perdere invece lo street food, vera attrazione dei mercati. Se volete sapere di più sui quattro più importanti di Chiang Mai (Night Bazaar, Warorot Market, Anusarn Market e Sunday Night Market), vi invito a leggere l’articolo dedicato in cui ve li racconto nel dettaglio.

Una curiosità sui mercati
I mercati sono probabilmente i posti in cui è più facile socializzare a Chiang Mai: si incontrano molti viaggiatori occidentali e quando ci si trova in terra straniera è facile attaccare bottone davanti a una bancarella o a un piatto di street food. Una delle cose più interessanti che ci è capitata in viaggio è stata proprio chiacchierare con persone da ogni parte del mondo. I thailandesi, invece, tendono ad essere più riservati con gli stranieri, anche al mercato.
Festival e celebrazioni religiose
A Chiang Mai ci sono tre eventi particolarmente sentiti, a cui varrebbe proprio la pena partecipare, se possibile. Il primo è il capodanno thailandese (Songkhran), che si celebra solitamente dal 13 al 15 aprile. Durante questo festival si bagnano le statue del Buddha con schizzi d’acqua e si spruzzano d’acqua i passanti per augurare buona fortuna.
Gli altri due festival sono Loy Krathong e Yi Peng, in novembre, che erano inizialmente due celebrazioni distinte ma poi si sono unite in una sola. Durante Loy Krathong i thailandesi rendono omaggio agli spiriti dell’acqua per la fine della stagione delle piogge adagiando sull’acqua di fiumi e laghi dei cesti di fiori e candele. Yi Peng è invece il famoso festival delle lanterne, con cui simbolicamente si allontanano la malasorte e le negatività.
Cosa fare e vedere nei dintorni di Chiang Mai
Alcuni suggerimenti per un’escursione in giornata o per proseguire l’itinerario di viaggio verso nord. Potete pianificare alcune di queste attività prima di partire, ad esempio sul sito Get Your Guide, oppure organizzarvi una volta là: a Chiang Mai ci sono tantissime agenzie locali con cui prenotare delle escursioni (io però non le ho provate personalmente).
I distretti dell’artigianato: Bo Sang e Ban Tawai
Chiang Mai è famosa per l’artigianato locale e poco fuori dal centro storico ci sono due distretti interessanti. Entrambi si possono raggiungere facilmente in songthaew o taxi (Grab, meglio di tutto), non è necessario prenotare un’escursione. Il distretto di Bo Sang (o Borsang) è famoso per gli ombrelli in carta fatti a mano: si può visitare una fabbrica con negozio annesso dove ne vendono di stupendi, decorati in modo semplice o sfarzoso. In entrambi i casi, hanno il fascino di epoche lontane, in cui la vita seguiva il ritmo dei passi piuttosto che quello delle notifiche. Nei dintorni della fabbrica anche ci sono altri negozi dove li vendono, ma a mio parere non sono altrettanto belli. Ci sono però alcune botteghe di artigiani che realizzano a mano portachiavi, astucci, agende ricoperte in carta di gelso e cose simili.

L’altra zona che vi segnalo è Ban Tawai, dove purtroppo non sono riuscita ad andare per questioni di tempo, ma mi sarebbe piaciuto. È il distretto in cui andare a cercare oggetti intagliati in legno, per cui Chiang Mai è piuttosto rinomata. Dunque se volete comprare qualche ricordo, io vi consiglio è di non fare acquisti nei bazar cittadini ma di spostarvi fuori città, in cui è possibile trovare oggetti più originali.
Proseguire l’itinerario a nord
Se ne avete la possibilità, il mio suggerimento è di proseguire il viaggio nelle regioni del nord, particolarmente interessanti dal punto di vista naturalistico oltre che culturale. Dopo aver visitato Chiang Mai, io ho sono stata alcuni giorni a Chiang Dao, una settantina di chilometri più a nord. È un piccolo villaggio fra le montagne, conosciuto per le Chiang Dao Caves, grotte comunicanti in cui si trova anche un santuario. Pai e il distretto di Mae Hong Son, a nord est di Chiang Mai, sarebbero stata un’alternativa più interessante per fare trekking nella foresta (accompagnati, ovviamente).
I villaggi delle donne con il collo lungo in Thailandia
Mae Hong Son è famigerata anche per i villaggi della minoranza etnica di origine birmana Kayan lahwi (o Karen), dove vivono le “donne dal collo lungo”, forse ne avrete sentito parlare. Le informazioni che ho letto in proposito sono diverse e molto contrastanti. Secondo alcuni le donne che vivono in questi villaggi indossano ancora gli anelli per ragioni economiche legate al turismo: le visite organizzate contribuiscono al loro sostentamento e questo potrebbe avere sulla decisione di non abbandonare la tradizione. C’è chi parla di addirittura di “villaggi zoo” in cui la popolazione viene sfruttata per scopi economici alla stregua degli animali in gabbia. Secondo altri invece le donne Karen continuerebbero a portare gli anelli al collo per un senso di appartenenza e di identità, senza essere costrette a farlo. Il che potrebbe essere plausibile, considerato che i Karen non sarebbero più degli esuli politici e in teoria dovrebbero poter rientrare liberamente nelle loro terre di origine. Dove sia la verità, è difficile da dire e non avendo esperienza a riguardo io non mi sento di schierarmi. Di fatto però questi elementi potrebbero far sorgere qualche dubbio su quanto sia etico o sostenibile andare a visitare i villaggi Karen. Se vi chiedete se è il caso di visitare o no i villaggi delle donne dal collo lungo, io vi suggerisco di fare delle ricerche prima di decidere cosa fare.
Se l’argomento vi interessa, due articoli per farsi un’idea: uno del New York Times, scritto nel 2020, e un altro del magazine Frontier Myanmar, del 2022.
Altre zone da considerare per un’escursione in giornata: il parco nazionale Doi Inthanon, dove c’è la montagna più alta della Thailandia, e la città di Chiang Rai, a nord di Chiang Mai. Per farvi un’idea più approfondita, date un’occhiata anche a questo articolo su come creare un itinerario fai da te in Thailandia.
Escursioni in giornata da Chiang Mai
Chi vuole organizzarsi in anticipo può prenotare online alcune escursioni e attività nei dintorni di Chiang Mai sul sito di Get Your Guide. Qui di seguito ve ne segnalo alcune secondo me interessanti.
FAQ su Chiang Mai
Cosa vedere a Chiang Mai in 1 giorno
A chi ha a disposizione solo un giorno a Chiang Mai consiglio di vedere tre cose:
- Il tempio Wat Phra Singh
- Il Warorot Market e/o il mercato di street food notturno (Anusarn Market)
- Fare un massaggio thailandese: a Chiang Mai ci sono moltissimi centri. Ce ne sono alcuni attraverso i quali si possono sostenere la comunità delle ex detenute e un altro in cui lavorano le persone non vedenti.
Cosa vedere a Chiang Mai in 3 giorni
Se siete a Chiang Mai per tre giorni potreste visitare:
- ll tempio Wat Phra Singh
- Il Warorot Market e/o il mercato di street food notturno (Anusarn Market)
- Wat Chedi Luang
- Il santuario di Doi Suthep
- Uno dei distretti dell’artigianato: Bo Sang, il distretto degli ombrelli, o Ban Tawai, quello in cui si intaglia il legno.
Cosa fare a Chiang Mai in 5 giorni
Cinque giorni sarebbero l’ideale per visitare Chiang Mai e dintorni con calma. In questo caso vi suggerisco questo elenco di cose da fare:
- Wat Phra Singh
- Warorot Market e/o il mercato di street food notturno (Anusarn Market)
- Wat Chedi Luang
- Il santuario di Doi Suthep
- Bo Sang, il distretto degli ombrelli, o Ban Tawai, quello in cui si intaglia il legno
- Escursione di un giorno nel parco nazionale di Doi Inthanon
- Escursione in barca sul fiume Ping
In alternativa alle due precedenti: visita a Lampang o Tha Ton (meglio prevedere un pernottamento fuori).
Escursioni consigliate durante un soggiorno di 5 giorni
Quando andare a Chiang Mai
In Thailandia le stagioni principali sono tre: la stagione dei monsoni (maggio-ottobre); la stagione fresca (novembre-febbraio) e la stagione calda (marzo-maggio). Il periodo migliore dunque è quello della stagione fresca; durante la stagione calda, quando ci sono stata io, le temperature sono decisamente alte, ma il clima è in ogni caso più gradevole rispetto a Bangkok.
Stranamente la mia guida di viaggio non menzionava la cosa, ma tenete conto che alla fine della stagione secca (fra gennaio e aprile) nel nord della Thailandia la qualità dell’aria può essere molto bassa a causa di quella che viene chiamata la burning season (o smoky season). In questo periodo i thailandesi bruciano i campi per preparare il terreno per le coltivazioni durante la stagione successiva. L’aria può diventare pesante e nociva, quindi se volete pianificare un viaggio in questo periodo, vi suggerisco di consultare il sito IQAir per controllare com’è la situazione. Se volete saperne di più sulla questione, vi suggerisco di leggere questo articolo interessante del Telegraph.
A chi vuole organizzare un itinerario di viaggio in Thailandia suggerisco di leggere anche l’approfondimento sul clima e il periodo migliore per andare.
Come arrivare a Chiang Mai
Chiang Mai dista circa 700 km da Bangkok, quindi il mezzo più veloce per andare a Chiang Mai è l’aereo: ci sono molti collegamenti al giorno con i voli interni dalla capitale. Il treno è una buona alternativa via terra: viaggiare di notte può essere una buona soluzione per non perdere una giornata intera di visite, considerato che da Bangkok a Chiang Mai ci si mettono circa 12-13 ore. Dalla capitale ci sono inoltre molti collegamenti in bus. Leggete anche l’approfondimento su come arrivare a Chiang Mai da Bangkok, con tutti i dettagli e le informazioni aggiornate.
📌 Date un’occhiata anche al sito 12go, con cui potete prenotare online treni, autobus e trasporti pubblici in Thailandia, anche per il tragitto da Bangkok a Chiang Mai. È un sito affidabile e molto diffuso per muoversi in sudest asiatico.
Come muoversi a Chiang Mai
Per visitare il centro storico di Chiang Mai ci si può muovere facilmente a piedi o in bicicletta. Se avete bisogno di un mezzo per spostarvi nei dintorni o per le distanze più lunghe, Grab è il servizio taxi più conveniente, sia per praticità che per prezzi: si prenota via app e si paga in contanti all’autista. I prezzi sono chiari e non è necessario contrattare. Tuk tuk e songthaew (i taxi condivisi) sono pittoreschi e molto usati dai turisti, ma secondo me meno convenienti. E le trattative con gli autisti possono essere estenuanti.
Per approfondire, date un’occhiata anche a questo articolo su quanto costa organizzare un viaggio fai da te in Thailandia, in cui potete farvi un’idea più precisa anche sui costi dei trasporti.
Dove alloggiare a Chiang Mai
A Chiang Mai ci sono sistemazioni per tutte le tasche, dall’ostello agli hotel di lusso. Io vi suggerisco di scegliere un boutique hotel in centro storico: l’area a est è quella in cui ci sono più alberghi, ristoranti e intrattenimenti per turisti. Se come me preferite dormire in una zona più tranquilla, io vi suggerisco di soggiornare nei quartieri a ovest.
I Lanna House
Questo è il posto dove ho alloggiato io: I Lanna House un boutique hotel delizioso con una piccola piscina in giardino. L’albergo è gestito dal signor Eddy, che parla un ottimo inglese ed è molto disponibile per dare indicazioni e suggerimenti su cosa fare a Chiang Mai. Le camere sono arredate in stile tradizionale e la colazione è super. Ve lo consiglio caldamente.

In conclusione, spero che abbiate trovato utile questo articolo sulle cose da fare a Chiang Mai. Se non l’avete già fatto, vi suggerisco di iscrivervi alla mia newsletter EliMail per ricevere i prossimi aggiornamenti e rimanere in contatto.






2 Commenti degli utenti
Ciao Andrea,
dipende un po’ da che tipo di scarpe hai tu e da che percorsi farai. Io uso un paio da trail running (basse quindi) che occupano circa lo stesso spazio di un paio di scarpe da ginnastica. Di solito le porto perché mi sento più sicura a camminare con quelle. I percorsi nella natura che ho fatto io comunque di per sé non presentavano pericoli quindi un paio di scarpe da ginnastica normali sarebbe bastato.
Spero di esserti stata di aiuto. Buon viaggio!
Ciao, domanda: consiglieresti gli scarponcini da montagna per fare le escursioni attorno Chiang Mai? Io vorrei farne ma tendo sempre a minimizzare il bagaglio, per ovvie ragioni, e sarebbero abbastanza limitanti.