Kawah Ijen è uno degli oltre 120 vulcani attivi dell’Indonesia, famoso per il fenomeno delle fiamme e della lava blu, e perché all’interno del suo cratere si trova il lago acido più grande del mondo. Si trova nella reggenza di Banyuwangi, nella parte est di Giava, una zona straordinaria per la presenza di alcuni dei vulcani più maestosi dell’arcipelago, dove si possono fare diverse escursioni per vedere l’alba, e visitare delle cascate immerse nella foresta. Il trekking a Ijen è stato una delle esperienze più belle (e faticose) della mia vita, e anche una delle più emozionanti. In questo approfondimento vi racconto perché.
In questo articolo trovate:
- informazioni per un trekking notturno in cima al vulcano Kawah Ijen, dove assistere al fenomeno delle fiamme blu e vedere l’alba accendersi sul lago acido all’interno del cratere
- Informazioni per chi vuole fare l’escursione fai da te
- Consigli pratici per organizzarsi: cosa portare, come vestirsi e cosa sapere prima di partire.
Ijen Plateau è un’ampia regione dominata dalla presenza di tre vulcani: Kawah Ijen (2.769 m), Gunung Merapi (2.803 m, il cui nome significa “montagna di fuoco”) e Gunung Raung (3.332 m). Come dicevamo all’inizio dell’articolo, il vulcano Kawah Ijen è noto e molto frequentato per le fiamme blu, un fenomeno particolare, visibile solo di notte. All’interno del cratere, i gas che fuoriescono dal vulcano prendono fuoco rapidamente dando vita a fiamme di colore blu, che in alcuni casi possono dare l’impressione che anche la lava sia blu. All’interno del cratere di questo vulcano attivo si trova inoltre il lago acido più grande del mondo, le cui acque hanno un’alta concentrazione di acido solforico e cloridrico. Da un punto di vista paesaggistico, Kawah Ijen è straordinario, perciò se state pianificando un viaggio a Giava, vi consiglio di aggiungere questa tappa al vostro itinerario. L’ambiente naturale è caratterizzato da colori e consistenze insolite, inaspettate. Le acque del lago acido, di un turchese lattiginoso e opaco, non trasparente come ci si aspetterebbe, i fianchi interni del cratere gialli di zolfo solidificato, la terra chiara dell’altopiano, con fenditure e crepe in cui cresce una vegetazione bassa e tenace, capace di resistere ai malumori del vulcano e al vento forte.
Indice dei contenuti
ToggleCose da sapere prima di andare a Ijen
Per questo trekking è necessaria una premessa: non è una passeggiata e non è adatto a tutti. Ci vuole almeno un po’ di allenamento alle camminate in montagna e l’escursione notturna non si può fare da soli: per ragioni di sicurezza bisogna essere accompagnati da una guida locale. Inoltre, oltre che per la salita e la lunghezza, il percorso può essere faticoso anche per le condizioni atmosferiche, come vento e la presenza di gas sulfurei nell’aria che possono rendere necessario l’uso di maschere antigas (su questo punto ci torniamo più avanti, niente paura). Comunque naturalmente con l’equipaggiamento necessario e una pianificazione adeguata si può fare in sicurezza. Anche per tutto questo probabilmente il trekking a Ijen è un’esperienza davvero indimenticabile. Nei prossimi paragrafi vi do tutte le informazioni necessarie per farlo.

Escursione al vulcano Kawah Ijen
Inizio con alcuni dettagli sul percorso, in modo da aiutarvi a capire se il trekking a Ijen è adatto per voi, a prescindere dal momento della giornata in cui pensate di farlo. Il sentiero di per sé non è particolarmente difficile, perché si estende per la maggior parte su una strada battuta e diventa più sfidante solo una volta raggiunta la parte più alta del vulcano, verso il bordo del cratere. I dati tecnici del percorso:
- Punto di partenza: Bumi Perkemahan Paltuding, Curah Macan, Tamansari, Licin, Banyuwangi Regency, East Java 68454, Indonesia
- Lunghezza e durata (andata e ritorno, soste escluse): 10,7 km, 4 ore 30 min
- Dislivello: 592 m D+/D-.

Cose da sapere sul trekking notturno a Ijen
Come anticipavo prima, se volete vedere le fiamme blu durante la notte e l’alba sul lago sulfureo, bisogna essere accompagnati da una guida locale. Normalmente l’escursione inizia intorno alle due del mattino, dopo due comode ore di auto in piena notte per raggiungere il punto di partenza dalla località più vicina, Bondowoso. Alla partenza gli accompagnatori vi forniscono di torcia frontale ed eventuali luci di ricambio se finisce la batteria mentre si cammina, perché sul sentiero non c’è illuminazione.
Le guide inoltre forniscono anche le maschere antigas, che possono servire per scendere nella caldera o anche per camminare sul bordo del cratere se in cima l’aria è molto impregnata di gas. Tuttavia non è detto che servano, dipende molto dalle condizioni meteo. Ad esempio, quando abbiamo fatto l’escursione io e Luca l’altopiano era spazzato da un vento forte e gelido, quindi non è stato necessario indossare la maschera antigas. Oltretutto in quella occasione noi non siamo nemmeno potuti scendere nella caldera per vedere le fiamme blu. Fino a pochi giorni prima del nostro arrivo infatti l’area era stata chiusa per diverso tempo a causa di attività vulcanica e quando abbiamo fatto il trekking si poteva solo salire fino al bordo del cratere per vedere l’alba.
Escursione diurna
A chi non se la sente di avventurarsi nell’escursione notturna consiglio comunque di fare un trekking di giorno, che volendo si può fare anche senza guida. Se decidete di muovervi in modo indipendente, ricordate di informarvi se il parco naturale è aperto o chiuso e sul ticket di ingresso.
Taxi e oro del diavolo
Kawah Ijen è un ambiente aspro e bellissimo, crudele e poetico. Portantini e minatori convivono con esso per guadagnarsi da vivere, sfidando gli umori e i gas mefitici del vulcano quotidianamente, gli uni al servizio dei turisti, gli altri al servizio delle industrie.
I primi “guidano” carriole a due ruote, soprannominate Lamborghini, per offrire ai turisti un servizio di taxi alternativo per arrivare al vulcano. A gruppi di due o tre persone alla volta le spingono e le tirano fino in cima, portano chi non ce la fa a piedi o semplicemente chi vuole arrivare su riposato e con i vestiti belli per farsi le foto per Instagram o TikTok, non sudato e con la faccia sfatta dalla nottata sul sentiero. I portantini invece hanno il viso segnato da solchi profondi, la corporatura ossuta di chi di fatica ne fa parecchia. Fanno il tragitto su e giù anche più volte al giorno, perché per quanto duro, questo lavoro permette loro di guadagnare molto di più rispetto ai minatori poco più avanti.


I raccoglitori di zolfo scendono nel cratere per raccogliere “l’oro del diavolo”, lo zolfo solidificato, anche di notte, nonostante i divieti ufficiali, il pericolo di trovarsi faccia a faccia con un vulcano incazzoso e le conseguenze pesanti di questo lavoro sulla propria salute. La mattina dell’escursione li abbiamo visti tremare e battere i denti mentre si coprivano alla meno peggio con un lenzuolo di stoffa bagnato, unico riparo contro i gas sulfurei. Le maschere antigas non le hanno. Trasportano sulla schiena i cesti di zolfo con bilancieri che pesano anche quaranta chili alla volta. È destinato a industrie della gomma e dello zucchero; loro guadagnano qualcosa come 1000 rupie al chilo1, meno di sei centesimi di euro, tant’è il prezzo dello zolfo secondo quanto riportato in alcuni reportage di qualche tempo fa. Per arrotondare scolpiscono statuine e souvenir da vendere ai turisti all’alba.
Immagini oscure ma al tempo stesso piene di dignità che riempiono il paesaggio di Ijen insieme alla sua bellezza. Meritano però un racconto a parte.
Informazioni pratiche per l’escursione a Kawah Ijen
Ci sono alcuni aspetti pratici e logistici di cui è necessario tenere conto quando si organizza il trekking a Ijen, perché nella parte est di Giava è complicato muoversi in modo indipendente. In generale, per le escursioni sui vulcani Bromo e Ijen, e per vedere le cascate della zona, conviene rivolgersi a un’agenzia locale.
Come arrivare a Kawah Ijen e come organizzarsi
La località più vicina a Ijen è Bondowoso, che si trova a soli 69 km di distanza dal parco naturale. Tuttavia, non bisogna lasciarsi ingannare dalla distanza in chilometri. Per arrivare al punto di partenza delle escursioni infatti ci vogliono oltre due ore perché la strada è stretta e tutta a tornanti. È indispensabile avere a disposizione un’auto privata con un driver, perché non ci sono mezzi pubblici e non è pensabile usare uno scooter.
Per iniziare l’escursione all’orario giusto, ovvero intorno alle due del mattino, normalmente si parte da Bondowoso verso mezzanotte. Come è facile intuire, la soluzione migliore per ottimizzare i tempi e la logistica è contattare un’agenzia locale che si occupi di organizzare questa parte del viaggio sia per i trasferimenti, sia per l’ingresso e l’accompagnamento con guida durante il trekking.
Inoltre, solitamente si va a Kawah Ijen dopo l’escursione sul Monte Bromo (anch’essa notturna), perciò vale la pena prenotare un tour di tre o quattro giorni per visitare tutta la parte est di Giava, in modo da ottimizzare anche i costi. Io e Luca ci siamo organizzati in questo modo, ed è stata una scelta ben azzeccata perché l’agenzia con cui abbiamo viaggiato si è dimostrata molto seria e affidabile. Su questo argomento tuttavia torneremo in un prossimo articolo.
In alternativa, anziché contattare direttamente un’agenzia locale, si può anche prenotare un’escursione organizzata con Get Your Guide, con cui in generale io mi sono sempre trovata abbastanza bene. Ci sono diverse soluzioni, sia di più giorni, sia in giornata, ma sinceramente queste ultime non mi sento di consigliarle. Secondo me se preferite prenotare con Get Your Guide è meglio optare per un tour di almeno due giorni, in modo da non trasformare l’escursione in una sfacchinata.
Come arrivare a Kawah Ijen da Bali
L’escursione al vulcano Kawah Ijen si può fare anche durante un viaggio a Bali e anzi, è abbastanza popolare sebbene ci voglia tempo per raggiungere il vulcano. Anche in questo caso, vale la pena valutare un tour di almeno un paio di giorni a Giava.
Ad esempio, da Ubud si può prenotare un transfer privato in auto fino al porto Gilimanuk, dove si prende un ferry per andare a Giava (ci vogliono 3 ore e mezza o 4 fino al porto e poi circa 40-45 minuti via mare). Una volta scesi a Ketapang, si deve proseguire di nuovo in auto passando per Banjuwangi; ci vuole circa un’ora e un quarto.
Vista la lunghezza dei trasferimenti, fare tutto in giornata è una sfacchinata impegnativa, anche perché il traffico su strada in Indonesia è davvero stancante e può richiedere più tempo del previsto. Se volete qualche informazione in più su come organizzare un viaggio nell’arcipelago, vi consiglio di leggere anche questo articolo:
Costo del biglietto
Il costo del ticket per Kawah Ijen è di 150.000 rupie indonesiane, ovvero 8,15 € circa.
Se si viaggia con agenzia locale tuttavia di solito il biglietto di ingresso viene incluso nel pacchetto di viaggio. Le escursioni su Get Your Guide invece talvolta non includono il ticket di ingresso, quindi bisogna acquistarlo in autonomia o all’entrata dell’area naturale.
Il ticket si può anche acquistare online su questo sito.
Ijen date di chiusura
Kawah Ijen è chiuso ogni primo venerdì del mese per preservare il parco e pulire regolarmente l’area dal passaggio dei (tanti) turisti.
È inoltre possibile che Ijen venga chiuso per attività vulcanica, come era successo nell’estate del 2024. In questi casi, essere in contatto con un’agenzia locale è utile per tenersi aggiornati ed eventualmente modificare l’itinerario anche all’ultimo momento a seconda della situazione.

Certificato medico per il trekking a Ijen
Ho letto da più parti che a partire da gennaio 2024 è necessario presentare un certificato medico che attesta lo stato di buona salute e indica che dal punto di vista fisico è possibile fare l’escursione sul vulcano senza rischi. Il certificato deve essere rilasciato da un medico a Banyuwangi e ha un costo variabile da 25.000 a 100.000 rupie (= 1,36-5,45 €), a seconda della clinica che lo compila. Secondo me sono indicazioni del tutto sensate, perché appunto questo trekking non è adatto a tutti e non si può fare in determinate condizioni fisiche (es. se ci sono problemi respiratori, tanto per dirne una). Di fatto, però, l’agenzia locale che ha organizzato il tour per me e Luca a settembre 2024 non ci ha chiesto nulla a riguardo e mi viene il sospetto che si tratti di un regolamento non sempre rispettato. Ad ogni modo è bene sapere che in teoria il certificato medico si dovrebbe fare. Se si soffre di qualche patologia, è bene chiedere un consulto al proprio medico di base prima di partire.
Cosa portare per l’escursione
Alcuni consigli sull’equipaggiamento: come vestirsi e cosa portare per il trekking, in particolare notturno.
- Scarpe da trekking o scarponi, assolutamente NO sneakers, no ciabatte, no sandali.
- Abbigliamento caldo e antivento, elemento per cui io e Luca non eravamo preparati come sarebbe stato necessario. In piena notte a Ijen fa freddo e il vento a oltre 2.700 metri di quota è gelido anche nei mesi estivi.
- Sciarpa, cuffia pesante e guanti (non temete di essere fuori luogo. Con buona probabilità non lo sarete).
- Se portate con voi attrezzatura per foto e video, è utile metterle in delle custodie per proteggerle da gas sulfurei e polvere.
- Se ce l’avete, potete portare una luce frontale da mettere sulla testa. Tuttavia non è indispensabile perché comunque ve le daranno anche gli accompagnatori, che sono sempre muniti anche di ricambio nel caso la batteria si scarichi.
- Borraccia per l’acqua e spuntini.
Normalmente, prima di iniziare il percorso si fa una sosta per il caffè nel bar-ristorante, dove è possibile anche fare uno spuntino notturno. Poi al rientro (intorno alle sette del mattino) ci si ferma per fare una vera colazione-pranzo. Nonostante l’orario, io e Luca abbiamo scelto un piatto tradizionale giavanese a base di riso e carne di manzo, accompagnato da salsetta al peperoncino. Era buonissimo.
Assicurazione viaggi per l’Indonesia
Le escursioni sui vulcani sono alcune fra le attività per cui mi sento più di sempre in dovere di raccomandarvi di fare l’assicurazione viaggi prima di partire. Una storta anche banale può rendere necessario farsi visitare da un medico e purtroppo in Indonesia le strutture sanitarie hanno dei costi molto salati per gli stranieri, così come le medicine. L’assicurazione Heymondo, che è quella con cui io viaggio e collaboro ormai da diversi anni, di base prevede la copertura anche per attività sportive “soft” come l’escursionismo e in caso di necessità offre assistenza via app o al telefono H24. Se volete saperne di più su quali sono le altre coperture previste dall’assicurazione viaggi (e perché dovreste farla), vi suggerisco di leggere questo approfondimento.
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Dove dormire per andare a Kawah Ijen
Come dicevo nei paragrafi precedenti, la località più comoda per raggiungere Kawah Ijen è Bondowoso. È una cittadina di scarso interesse e nemmeno tanto bella, però è strategica come posto in cui dormire. Io e Luca abbiamo soggiornato all’hotel Grand Padis, moderno e in stile occidentale, molto pulito. In alternativa, potete dare un’occhiata a queste altre sistemazioni in albergo su Booking.
Altri posti da vedere a Giava est e consigli per organizzare un viaggio
Se state pensando di andare in Indonesia, leggete anche gli altri approfondimenti dedicati all’arcipelago, in particolare a quelli su Giava, che secondo me da sola vale un viaggio di due settimane.
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