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Templi, vulcani e natura straordinaria: cosa vedere a Giava in Indonesia

Guida breve per decidere cosa fare e vedere sull’isola di Giava: i posti più belli da visitare e le escursioni più emozionanti in mezzo alla natura.

Templi, vulcani e natura straordinaria: cosa vedere a Giava in Indonesia

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Se dovessi riassumere in poche parole le mie impressioni sull’isola di Giava, probabilmente la descriverei inaspettata, avventurosa, straordinaria. Giava (o Jawa in indonesiano) è una destinazione ideale per chi vuole dedicarsi a una vacanza fra cultura, storia e attività outdoor nella natura. Se state pensando di organizzare un viaggio in Indonesia ed è la prima volta che ci andate, in questo articolo trovate cosa vedere sull’Isola di Giava e molti spunti da cui iniziare per creare un itinerario fai da te.

Questo articolo è pensato per chi vuole organizzare il primo viaggio in Indonesia e deve decidere cosa vedere sull’Isola di Giava. Qui trovate in sintesi una guida breve sui posti da non perdere e sulle cose più interessanti da fare durante un viaggio.

  • Le città da includere in un itinerario
  • Visite ai templi più belli di Giava
  • Trekking per vedere l’alba sui vulcani
  • Attività ed escursioni nella natura
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Cosa fare e vedere a Giava

Le attrazioni principali di Giava sono legate a luoghi di interesse storico e culturale, e alla natura, forte e selvaggia. In estrema sintesi, ma lo vedremo meglio nei prossimi paragrafi, le cose da vedere e fare a Giava sono:

  • Giakarta, la capitale dell’Indonesia
  • Yogyakarta, la seconda città più grande di Giava e il centro culturale più importante dell’isola
  • I templi di Borobudur e Prambanan
  • Tour in jeep e trekking notturni per vedere l’alba sui vulcani più importanti: il Monte Semeru, il Monte Bromo e Ijen. 

Quanto tempo ci vuole per visitare l’isola di Java in Indonesia

L’isola di Java è molto grande, ha un’estensione di 1.060 km da est a ovest e 55-200 km da nord a sud. Secondo me per visitare i luoghi principali di Giava ci vogliono almeno dieci giorni, viste le distanze (e il traffico) e la quantità di cose da fare. Durante il mio viaggio di due settimane in Indonesia, in cui sono stata a Giava e Bali, ci ho messo una settimana abbondante solo per vedere Giava est, saltando, purtroppo, la capitale. Di conseguenza, per visitare anche Giakarta e la parte ovest dell’isola è necessario stare a Giava almeno dieci o dodici giorni.

I principali luoghi di interesse culturale e storico a Giava (est)

A Giava ci sono diverse città che meriterebbero una visita, a cominciare appunto da Giakarta, che è anche il centro economico più importante. Le altre città principali sono Yogyakarta, Surabaya e Semarang. Da un punto di vista storico e culturale, Borobudur e Prambanan sono i luoghi più interessanti dell’isola, anche se naturalmente avendo tempo se ne potrebbero aggiungere molti altri nella lista di cose da vedere a Giava. Di questo elenco io ho visitato quelli più importanti, che secondo me (e le guide turistiche) in un viaggio non dovrebbero proprio mancare, a prescindere dalla sua durata. Vediamo quali sono. 

Yogyakarta, la culla della cultura giavanese

Yogyakarta si trova nella regione centrale dell’isola di Giava ed è la seconda città per importanza. Si raggiunge facilmente in aereo (meno di un’ora e mezza di volo) o in treno da Giakarta (6-7 ore). Yogya è considerata il centro culturale e artistico dell’isola e per visitarla ci vogliono almeno un paio di giorni.

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Uno dei posti più importanti da vedere a Yogyakarta è il Kraton, la residenza del sultano che governa la città. È un palazzo storico racchiuso da mura di cinta, al cui interno si trovano anche molte abitazioni, piccoli negozi, mercati, laboratori di artigiani e scuole. Vi consiglio di andarci la mattina (il pomeriggio dopo le 14.00 è tutto chiuso) e di passeggiare qualche ora fra le vie interne. Un altro posto in cui vi consiglio di andare è il mercato Pasar Beringharjo, lungo il viale Ji Malioboro. Dicono che dia il suo meglio al mattino, ma nel caso siate in zona solo nel pomeriggio vale la pena andarci lo stesso: è pieno di bancarelle di abbigliamento che vendono capi colorati con fantasie bellissime. Non è frequentato da occidentali, si può osservare la gente del posto che fa acquisti e perché no, approfittarne a propria volta. Oltretutto, la zona di Ji Malioboro è un must per un giro nel tardo pomeriggio e sera: specialmente nel weekend, gli abitanti si riversano tutti in questa zona piena di negozi, venditori ambulanti, gente che passeggia, donne che cuociono spiedini di carne a ogni angolo della strada, affumicando i passanti. Cosmopolita e rilassata: Yogyakarta merita almeno due o tre giorni di permanenza.

Borobudur, il tempio buddista più grande del mondo

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Già dal titolo di questo paragrafo potete intuire che è un luogo incredibile, e che non si può proprio fare un viaggio sull’isola di Giava senza visitarlo. Borobudur è il tempio buddista più grande del mondo, si trova a 41 km a nord di Yogyakarta. È un complesso a forma di stupa costruito fra il 750 e l’850 d.C. in cima a una collina, la sua storia è ancor oggi in parte misteriosa. Di certo si sa che è costruito in pietra lavica con un sistema tutto a incastri. Si sviluppa in altezza su dieci livelli che rappresentano il percorso per raggiungere il Nirvana. Una delle particolarità per cui il tempio di Borobudur è così famoso è la presenza di 72 stupa costruiti sul perimetro degli ultimi tre livelli, al cui interno sono racchiuse altrettante statue del Buddha. Se si pensa anche all’epoca in cui è stato concepito, Borobudur è un posto oltre ogni immaginazione.

Prambanan, il più grande sito hindu dell’Indonesia

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Insieme a Borobudur è uno dei luoghi di interesse storico e culturale più importanti dell’isola di Giava e vista la posizione geografica di solito si visita nella stessa giornata, magari con un tour organizzato da una guida locale. Prambanan è un complesso di templi hindu a 22 km da Yogyakarta (circa un’ora in auto) e a 53 km da Borobudur (1,5-2 ore in auto). Inserito nel patrimonio Unesco, include i resti di 244 templi costruiti nel corso di due secoli intorno al 850 d.C, oggi ricostruiti solo in parte dopo il crollo a causa di un terremoto devastante nel 1600, e di un altro nel 2006. Gli edifici più grandi e importanti si trovano nel cortile principale del complesso e sono dedicati a Shiva, Brahma e Vishnu.

Kampung Warna Warni Jodipan

Un posto curioso da vedere a Giava durante un itinerario nella parte est dell’isola. Si trova sulla strada che da Surabaya porta a Malang ed è un piccolo villaggio colorato costruito ai lati del fiume Brantas. Un’azienda produttrice di colori per l’edilizia ha fatto dipingere tutte le abitazioni con i colori dell’arcobaleno e realizzare dei bellissimi murales su alcune facciate. L’effetto è molto scenografico e vale la pena fare una breve sosta qui prima di proseguire il viaggio verso le regioni dei vulcani.

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Vulcani, natura e trekking: il lato avventuroso dell’isola di Giava

Quando si sceglie cosa vedere a Giava secondo me la regione dei vulcani è la parte più interessante del viaggio. Forze creatrici e distruttrici dell’arcipelago indonesiano, i vulcani dominano il paesaggio e sono al tempo stesso venerati, onorati e temuti sia dagli abitanti che dai viaggiatori. A Giava i principali sono tre, il Monte Semeru, il Monte Bromo e Ijen, che catalizzano molte attività turistiche, in particolare escursioni in jeep e trekking notturni per vedere l’alba. Inoltre, proprio grazie ai vulcani che rendono il terreno fertile, l’isola è ricca di foreste, fiumi e cascate spettacolari su quasi tutto il territorio, e in particolare nella zona orientale dell’isola. Per fare queste cose a Giava tocca fare qualche levataccia nel cuore della notte, ma vi assicuro che ne vale la pena.

Tumpak Sewu, una delle cascate più spettacolari di Giava

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La cascata Tumpak Sewu e il Monte Semeru sullo sfondo

Sull’isola di Giava ci sono un’infinità di cascate e quella di Tumpak Sewu, a sud del Monte Semeru, è considerata una delle più belle. Questa cascata è alta ben 120 metri e si trova in una zona ricca di ruscelli e altre cascate più piccole che sgorgano dalle montagne. Per visitarle si fa un’escursione a piedi di 2-3 ore, che vi suggerisco di fare accompagnati da una guida locale che conosce l’itinerario. Pur non essendo un percorso particolarmente difficile infatti ci sono diversi saliscendi, scale fra le cascatelle che scrosciano dai fianchi della montagna. In alcuni tratti è necessario tenersi con le mani o fare molta attenzione a non scivolare, perciò è utile seguire i consigli di chi il percorso lo conosce bene. 

Monte Semeru: lava tour in jeep

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Il Gunung Semeru è alto ben 3.676 m, svetta conico sul paesaggio circostante: è il monte più alto e il vulcano più attivo dell’isola. È anche la montagna più venerata dagli hindu indonesiani, considerata la più sacra di tutto l’arcipelago. Tra le cose da fare a Giava un tour in jeep nei dintorni di questo vulcano è un’esperienza bellissima per vedere i colori dell’alba scolpire i fianchi della montagna, le piccole eruzioni e frequenti fumate dal cratere, la pianura circostante, scandita da piantagioni di peperoncini, chiodi di garofano, ortaggi. Il giro dura normalmente due o tre ore ed è molto piacevole, anche perché le guide locali sanno arricchire l’esperienza con informazioni approfondite su questo parco naturale e dove fare sosta per vedere i punti più panoramici. 

Monte Bromo: l’alba indimenticabile sui vulcani

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Delle tre escursioni fatte tra i vulcani di Giava non so dirvi quale sia la più bella, ma di certo vedere il sole sorgere sul Bromo è un’emozione che non dimenticherò tanto presto. Il Monte Bromo è uno dei vulcani più conosciuti, frequentati e venerati, a cui gli hindu provenienti da Giava e Bali vengono a rendere omaggio per ingraziarsi la sua benevolenza e quella degli dei. Le escursioni in jeep partono a notte fonda per andare a vedere l’alba dalle colline che circondano i vulcani. Quando si fa giorno, il paesaggio si svela con luci e colori dal blu profondo all’arancio, che a poco a poco rivelano i fianchi delle montagne e le nubi di zolfo che escono dal cratere del Bromo. Il contesto è veramente incredibile. Dopo l’alba le jeep scendono all’interno della spianata di sabbia e poi si prosegue a piedi per salire sul bordo del cratere del Bromo e guardare nel ventre fumante della terra. Un’esperienza indimenticabile, di cui vi racconterò meglio in un prossimo articolo.

Kawah Ijen: trekking notturno e alba sul lago sulfureo

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Quando si decide cosa vedere a Giava, il lago sulfureo Kawah Ijen è indubbiamente uno dei must-see. L’altopiano di Ijen si trova in una vasta regione a est dell’isola di Java, dove si trovano tre vulcani: Ijen (2.368 m), Merapi (2.800 m) e Raung (3.332 m). La maggior parte dei viaggiatori visita questa zona per vedere il magnifico lago sulfureo Kawah Ijen e assistere a un fenomeno particolare all’interno del cratere del vulcano: le “fiamme blu”, che si formano per la combustione dei gas solforosi e si vedono durante la notte sulle sponde del lago. E poi, naturalmente, si fa l’escursione per vedere il sole sorgere sull’altopiano. 

Questo trekking notturno però non è una passeggiata adatta a tutti, questo va detto. La camminata si fa a notte fonda dopo un viaggio di due ore in auto dalla città più vicina, Bondowoso. Dal punto di partenza dell’escursione al bordo del cratere ci vogliono circa tre ore di cammino (solo andata) e si percorrono oltre 500 m di dislivello in salita. Per di più il clima può non essere molto amichevole una volta in cima, visto che spesso l’altopiano è spazzato da un vento forte e gelido. Ma vi assicuro che nonostante la fatica e il discomfort generale, questo è stato uno dei trekking più emozionanti che io abbia mai fatto. Ve ne parlerò presto in un approfondimento con informazioni e consigli su come organizzarsi per farlo in sicurezza.

📌 Quel che alcune guide turistiche cartacee non dicono

Anche se forse in questa fase non avete ancora deciso cosa fare a Giava, credo sia utile mettere a fuoco un paio di aspetti. Le descrizioni evocative e bucoliche della guida più famosa sul mercato (la mia è l’edizione del 2020, non so se poi sia stata aggiornata) a proposito delle escursioni e dei trekking notturni per vedere l’alba sui vulcani vanno prese con estrema cautela. Avventurarsi in queste esperienze da soli o senza un minimo di preparazione fisica non solo non è sostenibile, ma può diventare anche rischioso. Volendo infatti si può andare a vedere l’alba sul Bromo o fare l’escursione al lago di Ijen in totale autonomia, ma in entrambi i casi per farlo di notte secondo me è bene essere accompagnati da una guida del posto che conosce il territorio e sa dove ci possono essere dei pericoli. Il rischio di farsi male non è così remoto e avere un infortunio in Indonesia è tutt’altro che auspicabile. In particolare se vi ispira l’idea di fare queste attività, non si può pensare di partire senza assicurazione viaggi. Nel caso siate ancora in dubbio su questo punto, leggete questo articolo. 

Inoltre, nonostante la guida di cui sopra definisca il clima sull’altopiano di Ijen “mite”, non si può prendere questa affermazione come regola. Io sono stata a Giava nel mese di settembre (quindi durante la stagione secca), e sul Bromo e Ijen il clima era tutto fuorché mite: ventoso e molto freddo durante la notte, tiepido durante le prime ore della giornata. Una condizione forse non nella norma, visto che la nostra guida giavanese ci ha detto che la settimana precedente era caldo e piacevole. Ma tant’è. A prescindere dal periodo quindi è meglio partire con un equipaggiamento da escursione adeguato, con scarpe da trekking, indumenti caldi e antivento. E portate con voi cuffia e guanti.

Come organizzarsi per vedere l’alba sui vulcani a Giava

Ne riparleremo meglio nei prossimi articoli, ma già qui vi do un paio di consigli su come organizzarvi se volete fare queste attività. Per visitare le regioni vulcaniche di Giava est secondo me conviene rivolgersi a una agenzia locale. Le distanze, la logistica e le attività richiedono già di per sé molto tempo e di svegliarsi in piena notte per più giorni di seguito, quindi fare tutto in autonomia è pressoché impensabile. Per muoversi inoltre è indispensabile avere un’auto, visto che non ci sono mezzi pubblici. Un mini-tour di 3-4 giorni con un’agenzia locale permette quindi di ottimizzare spostamenti e tutto il resto, anche se rispetto al muoversi in autonomia può essere un poco più costoso. Questa parte di viaggio oltretutto è molto faticosa e avere qualcuno che si occupa dell’organizzazione e dei trasferimenti è un grosso vantaggio.
Se decidete di partire e volete i contatti dell’agenzia locale con cui ho viaggiato io, potete scrivermi qui. 

Altre cose che ho scritto su Giava e lʼIndonesia, dalla newsletter EliMail
Lambo! Lambo! Sulle pendici del vulcano in Lamborghini
Le due del mattino, io e Luca siamo seduti in un rifugio-ristorante all’imbocco del percorso che fra poco ci porterà in cima al vulcano Kawah Ijen a Giava, Indonesia. Ci aspetta una nottata lunga. Fuori dal bar fa freddo, si sente l’eco di un forte vento in lontananza.
A Ubud non si balla
Sono partita per l’Indonesia pensando “Questa volta in vacanza voglio andare a ballare almeno una volta”. Mentre pianificavo il viaggio mi ero fatta l’idea che a Bali avrei trovato ogni genere di locale, dal latino americano alla musica house che ho sempre adorato. Puntavo in particolare su Ubud, la Mecca indonesiana per expat e nomadi digitali d’occidente. E invece no, a Ubud non si balla. O se si fa, io non ho trovato dove.

Quando andare a Giava

L’isola di Giava ha un clima tropicale. Durante l’anno ci sono due stagioni, che si differenziano non tanto per le temperature quanto per la frequenza delle piogge. La stagione secca, da giugno a settembre, e la stagione delle piogge, da ottobre a maggio. Il periodo migliore per andare a Giava è da giugno a settembre; in particolare, luglio e agosto sono i mesi meno piovosi dell’anno, ma corrispondono anche al periodo di alta stagione turistica, in cui i prezzi sono molto più alti rispetto agli altri periodi. Anche giugno e settembre sono due mesi ottimi per andare a Java: il clima non è particolarmente umido e le piogge sono sporadiche. 

Come arrivare a Giava

Per andare a Giava dall’Italia ci sono voli intercontinentali con scalo che atterrano all’Aeroporto Internazionale Soekarno-Hatta, a Giakarta. Io ho viaggiato con Qatar Airways da Venezia (scalo a Doha); in alternativa si può volare ad esempio con Emirates (scalo a Dubai) o EVA Air (scalo a Taipei).

📌 Se non avete ancora prenotato i biglietti, date un’occhiata anche all’articolo sulle migliori compagnie aeree per volare in sudest asiatico.

Come muoversi sull’isola di Giava

Per muoversi all’interno dell’isola ci sono diverse possibilità:

  • Sulle distanze lunghe conviene prendere dei voli interni o il treno, che collega le città principali di Giava.
  • In città ci si muove principalmente con i servizi taxi via app. I più diffusi sono Grab e GoJek.
  • Per le escursioni sui vulcani e i collegamenti con la periferia è quasi sempre indispensabile rivolgersi ad agenzie locali o servizi taxi privati tramite gli alberghi. 

Assicurazione viaggi per l’Indonesia

Infine, un promemoria. Oltre che per tutto quel che riguarda la salute in viaggio, i trasferimenti e i bagagli, a maggior ragione se si vogliono fare escursioni e trekking sull’Isola di Giava è bene partire con una buona assicurazione viaggi, per essere coperti in caso di infortuni. 

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Elisa Malisan
Autrice

Marketing, communications & PR manager professionista, specializzata in content strategy e SEO writing.
Esperta di viaggi in sudest asiatico, appassionata di cultura orientale, città d’arte ed escursioni in montagna.
Viaggio e scrivo, non sempre in quest’ordine.

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Luca Braidotti
Co-autore

Tatuatore professionista, viaggiatore, artista visivo.
Appassionato di cultura orientale e di sudest asiatico, insieme a Elisa sono co-autore del blog: creo video, pitture e stampe artistiche ispirate ai nostri viaggi.

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